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Famiglie: la spesa quotidiana è solo un ricordo. Ora è settimanale

La spesa quotidiana è solo un ricordo per le famiglie italiane o solo un lusso quasi "inarrivabile" per i comuni mortali precari che vedono la "sporta" della "signora Maria" come segno della ricchezza del welfare che fu.

La spesa quotidiana, quella che ogni giorno portava al mercato a comprare alimenti freschi, al banco della frutta, dal macellaio e dal pizzicagnolo per il prosciutto e il formaggio, senza dimenticare il panificio per la pagnotta fresca, diventa sempre più un miraggio per la maggioranza degli italiani.
I giovani precari (quelli senza paracadute familiare) è almeno dieci anni che osservavano il "lusso" delle signore che col carrellino si facevano il giro di quelle "botteghe" che per loro erano diventate "boutique".
Le "signore" chiaramente sputavano per terra quando quei precari raccontavano che si facevano le conserve in casa (e il pane) e che ogni mese andavano a fare la "spesa di guerra".
Ora quei precari "illuminati" e incompresi (la fame "illumina" oltre che ad aguzzare l'ingegno), aprono una latta di costosissimo latte condensato per festeggiare la notizia che "avevano finalmente ragione" sulla crisi che per primi avvertivano mentre tutta la società li prendeva in giro.
La Coldiretti sancisce infatti l'addio alla "spesa quotidiana" perché la "spesa è settimanale" per il 60% degli italiani.
Si legge in una nota della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti fondata da Paolo Bonomi nel 1944: "Addio al rito della spesa quotidiana. Oggi più di sei italiani su dieci (60,7 per cento) fanno la spesa con frequenza settimanale mentre solo il 27 per cento delle famiglie effettua acquisti giornalieri ed il 10 per cento circa si reca nel negozio addirittura una volta al mese".
L'analisi è di Coldiretti/Censis "sulle abitudini alimentari degli italiani dal quale si evidenzia che la spesa quotidiana resiste soprattutto al sud con il 35 per cento e al centro Italia con il 29,6 per cento mentre cede nel nord est (22.8 per cento) e soprattutto nel nel nord ovest (17,4 per cento)".
Ovviamente la Coldiretti ricorda che "l'orientamento verso la spesa settimanale se da un lato consente di risparmiare tempo dall'altro ha sicuramente effetti sulla conservazione dei prodotti e sugli sprechi alimentari per effetto della deperibilità e del mancato rispetto delle scadenze dei prodotti".
La società italiana si è ormai trasformata e in pochi anni, dal felice mediterraneo con posto fisso, casa di proprietà, terreni, auto figli e vacanze, ci si ritrova in un set di un telefilm americano (di quelli che fanno venire l'angoscia), dove anche le piccole "botteghe" sono state schiacciate dal Moloch della grande distribuzione e dove tutto il tessuto sociale, prima naturale, è diventato ormai sintetico.
"Sintetico e quindi facilemente infiammabile" per citare il grande Ernest Kattens.

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