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CGIA: in 10 anni Regioni speso 89 miliardi in più. Colpa decentramento

La CGIA di Mestre rende noto come negli ultimi 10 anni le spese delle Regioni siano aumentate di 89 miliardi di euro, soprattutto per far fronte alla gestione della sanità e del trasporto pubblico. Ma la colpa di tale aumento è da imputare al decentramento statale.

"Con l'approvazione della riforma del Titolo V della Costituzione avvenuta nel 2001 l'Italia ha assunto un assetto istituzionale decentrato. In precedenza, i poteri delle Regioni erano esplicitamente citati nella Costituzione, mentre lo Stato aveva la competenza su tutte le altre materie. La riforma del 2001 ha capovolto la situazione" ricorda il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, nel presentare l'ultimo studio dell'associazione, dove viene evidenziato che nell'ultimo decennio la spesa delle Regioni è aumentata di 89 miliardi di euro, e cioè il 74,6% a fronte di un aumento dell'inflazione del 23,9%. Nel 2010, le Regioni hanno speso più di 208,4 miliardi di euro, soprattutto per "la gestione e l'organizzazione della sanità, ma anche dell'industria e del trasporto pubblico locale", come sottolinea Bortolussi che, pur "riconoscendo che perdurano sprechi, sperperi e inefficienze che vanno assolutamente eliminati" spiega come "nell'ultimo decennio l'aumento della spesa delle Regioni sia imputabile al nuovo ruolo istituzionale conferitogli e dalle nuove competenze assunte". Lo studio della CGIA di Mestre, infatti, evidenzia come "nel decennio scorso la voce di spesa cresciuta di più è stata quella riferita all'assistenza sociale (+154,4%)".

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