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Benzina aumenti accise fino a 10 centesimi per Protezione Civile

Per finanziare emergenze della Protezione Civile verrà aumentata l'accise sulla benzina fino a 5 cent sia su quella statale che su quella regionale, che a conti fatti fa 10 centesimi al litro.

Solo ieri il governo parlava di un possibile aumento del costo degli SMS per finanziare la Protezione Civile. Una pessima idea se fosse stata a carico dei cittadini-utenti italiani ma al contrario brillante se la tassa fosse invece stata interamente a carico dei gestori di telefonia mobile, visto che un SMS all'operatore costa, a quanto pare, praticamente 0 centesimi (http://is.gd/fNgr7h), poiché l'invio del messaggino si "nasconderebbe" dentro il segnale che collega il cellulare al ripetitore più vicino, segnale che esiste a prescindere, come spiegava nel 2008 Keshav Srinivasan, professore di informatica presso l'Università di Waterloo.
Forse però il solo pensiero di poter scontentare le aziende di telefonia mobile ha ottenuto come risultato la cancellazione della tassa sugli SMS dalla riforma della Protezione Civile, e per "equità" il governo dei tecnici sembra aver deciso di non cambiare linea alla sua politica, continuando quindi a tassare i cittadini.
Nel testo della riforma della Protezione Civile, approvata in via preliminare e che verrà finalizzata dal Consiglio dei Ministri dopo l'esame da parte della Conferenza Unificata che si terrà il 19 aprile, si legge infatti che "nel momento della dichiarazione dello stato di emergenza (..) Qualora sia utilizzato anche il fondo spese impreviste, lo stesso è immediatamente e obbligatoriamente reintegrato con risorse ordinarie e/o con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'accisa sui carburanti, stabilita dal Consiglio dei Ministri in misura non superiore a cinque centesimi per litro", precisando infine che "Al momento della dichiarazione dello stato di emergenza, inoltre, le Regioni hanno facoltà di elevare l'imposta regionale sulla benzina di loro competenza sino al massimo di cinque centesimi per litro".
Sembra quindi di capire che in caso di necessità l'accise regionale e statale sulla benzina potrà aumentare, rispettivamente, fino ad un massimo di 5 centesimi al litro ognuna, che equivale, poiché la matematica non è un'opinione, ad un massimo di 10 centesimi al litro.
Come fa notare la Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante) e Anisa Confcommercio "da un anno a questa parte il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente di 31 centesimi al litro; di questi, 10 sono dovuti all'aumento del petrolio (che ha le quotazioni più alte in assoluto), e ben 21 all'aumento delle imposte - concludendo - come a dire che il 68% della responsabilità degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori imposte, cosa che non è accaduta in nessun Paese comunitario".
Tanto che qualcuno potrebbe pensare che forse Mario Monti si sente un "volontario", come lo stesso premier afferma definendo il proprio incarico, perché ha "volontariamente" intenzione di impoverire sempre di più l'Italia.

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