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Benzina: arriva l'effetto IVA. E al Sud si vende già a 1,7 euro

L'aumento dell'IVA si fa sentire subito sui carburanti dopo che le accise erano già state aumentate per sostenere il "Fondo Unico per lo Spettacolo" e l'"emergenza profughi dal Nord Africa". Pericolo speculazione: al Sud ci sono già impianti che venderebbero la benzina verde a 1,7 euro e oltre.

Entrata in vigore da poche ore, la "nuova" IVA, quella che passa dal 20 al 21% incomincia già a pesare sulle tasche degli italiani, a cominciare dai carburanti. L'effetto immediato dell'IVA sui prezzi della benzina verde è stato, rispetto al prezzo raccomandato, di 1,4 centesimi al litro, mentre per il diesel di 1,3 cent e per il Gpl di 0,5 centesimi. Al Sud alcuni impianti hanno incominciato a vendere la benzina a 1,7 euro al litro e anche oltre. Una situazione che sta incominciando a diventare drammatica per molti lavoratori pendolari che, a volte, incominciano a guadagnare quello che "mettono di benzina" per arrivare al lavoro. Profetiche le parole della FIGISC (Federazione Italiana Gestori Stradali Carburanti) che il 7 settembre 2011, oltre a segnalare "il tonfo" del consumo di carburanti a luglio "di quasi il 9 % rispetto allo stesso mese del 2010", scriveva sugli effetti dell' aumento dell'IVA. "L'aumento dell'aliquota ordinaria dell'IVA dal 20 al 21% avrà come effetto un ulteriore aumento di circa 1,3 eurocent/litro della pressione fiscale sul prezzo dei carburanti" scriveva la FIGISC. E ricordava che: "il 6 aprile è stata aumentata l'accisa per sostenere il finanziamento al Fondo Unico per lo Spettacolo, mentre dal 28 giugno e poi dal 1 luglio è stata di nuovo aumentata l'accisa con la motivazione della 'emergenza profughi dal Nord Africa'. Poiché sull'accisa grava anche l'imposta sul valore aggiunto, l'effetto è quello che si è sintetizzato in circa 6,5 eurocent in più al litro" (http://is.gd/YvfZ4b).

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