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Aumenti benzina, verde sfiora 1,9 euro. Chi ci guadagna? Il governo

La benzina è alle stelle, ormai non si puo più parlare neanche di prezzi da record visto che quasi ogni settimana il listino prezzi delle varie compagnie aumenta con salti anche di 1 centesimo al litro. Il Codacons riflette: la stangata fa contento soprattutto il governo, che ci guadagna sulle accise.

Benzina sempre più alle stelle, con prezzi al litro che al Sud Italia sfiorano anche 1,9 euro. Nonostante questo, "c'è un preoccupante clima di rassegnazione intorno all'aumento dei prezzi dei carburanti che impedisce di approntare proposte" fa notare in una nota il Direttore della Faib-Confesercenti, Gaetano Pergamo. Secondo le rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip (benzina 1,810 euro e diesel a 1,749 euro), Q8 (1,800 euro la verde e 1,742 il diesel), Shell (verde 1,804 euro e 1,745 il diesel) e Tamoil (benzina verde 1,807 e 1,745 euro il diesel) rialzano i listini su tutta la rete di distribuzione, e per adesso solo Eni, Esso e TotalErg mantengono la benzina sotto gli 1,80 euro.
"Incrementi senza precedenti" come li definisce il Codacons, che sottolinea come "in media la benzina costa 1,795 euro al litro, esattamente 28,7 centesimi di euro in più rispetto al 17 febbraio 2011 quando il servito costava 1,508 euro/litro, ed il gasolio costa 1,742 euro al litro, 34,7 centesimi di euro al litro in più rispetto allo scorso anno quando il servito si pagava 1,395 euro/litro".
Il Codacons fa notare che si tratta quindi di "un rialzo tendenziale che per la benzina è da record, con un più 19,03%, mentre per il gasolio l'aumento arriva a più 24,87%. Solo dal 15 luglio 2007 al 15 luglio 2008, e limitatamente al gasolio, si era registrato un incremento maggiore, dato che si passò da 1,185 a 1,558 euro al litro, più 31,4% (per la benzina, nello stesso periodo, la crescita fu di 'appena' il 13,3%)". A conti fatti, quindi, precisa l'associazione dei consumatori, "un pieno di benzina costa oggi 14 euro e 35 centesimi in più rispetto al 2011, mentre un pieno di gasolio costa 17 euro e 35 centesimi in più", e il Codacons evidenzia come questa "stangata" faccia soprattutto "contento il Governo, dato che nel 2011 ci sono stati ben 5 incrementi delle accise fatti apposta per spillare quattrini agli automobilisti impossibilitati a prendere mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro". E se il Codacons conclude ipotizzando che "evidentemente dobbiamo dedurre che è per questo che il Governo non intende prendere misure serie per liberalizzare il settore dei carburanti, dato che più il prezzo sale più lo Stato ci guadagna", la Faib-Confesercenti invita il Governo italiano "ad intervenire in qualche modo, ad esempio attraverso la sterilizzazione dell'IVA rispetto agli aumenti delle accise".
Pergamo spiega che inoltre l'esecutivo "in questi giorni ha un'occasione unica, con il decreto sulle liberalizzazioni, per ridisegnare la filiera". Un decreto in attesa di approvazione, che lascia sul piede di guerra molte categorie, come quella dei gestori delle pompe di benzina, che nelle scorse settimane hanno più volte avvertito che potrebbero mettere in atto il tanto temuto sciopero dei benzinai.
"E' il momento giusto - insiste il Direttore della Faib-Confesercenti - per istituire meccanismi di trasparenza nella formazione del prezzo, dalla regolamentazione del mercato all'ingrosso all'istituzione della figura dell'acquirente unico, già proposta da diverse formazioni politiche" perché "ciò comporterebbe la possibilità di sottrarre la determinazione della dinamica dei prezzi all'esclusiva volontà di soggetti privati", invitando comunque il governo, a conclusione della nota, ad "intervenire anche a livello europeo, facendosi promotore di una borsa europea del petrolio".

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