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Attentato Las Vegas atipico: dal killer ai risultati di ricerca su Google

La sparatoria a Las Vegas, con 50 morti e oltre 400 feriti, non è solo la più grave degli Stati Uniti ma anche atipica. Dal profilo del killer, Stephen Paddock, ai risultati di ricerca apparsi su Google nelle ore successive alla strage.

E' salito drammaticamente a 50 il numero delle vittime della sparatoria al concerto country Route 91 di Las Vegas, con oltre 400 feriti. L'attentato è stato rivendicato dall'ISIS, ma la FBI smentisce ogni collegamento con gruppi terroristici internazionali.
Quella di Las Vegas non è solo la più grave sparatoria degli Stati Uniti da sempre ma è anche atipica se si considera l'autore del massacro.
Secondo le autorità americane, a sparare da una stanza al 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel è stato Stephen Paddock, un pensionato di 64 anni, americano, bianco e incensurato. Stephen Paddock, a meno che non abbia perso tutto il suo patrimonio a Las Vegas, era un multimilionario che ha fatto una fortuna nel settore immobiliare. Chi lo conosce, come il fratello Eric, assicura che era una una persona "normalissima", che possedeva armi per la caccia ma tutte legalmente acquistate e registrate e non aveva né una fede politica né religiosa.
Improvvisamente, però, Stephen Paddock si è come trasformato nel padre, Benjamin Hoskins Paddock, lui sì pluricercato tra gli anni '60 e '70 dalla FBI, descritto come "uno psicopatico molto pericoloso, in possesso di armi da fuoco usate durante le rapine" e con tendenze suicide. Dopo la strage a Las Vegas, Stephen Paddock si è infatti suicidato prima dell'arrivo della polizia.

Tra le stranezze di questa tragedia anche il fatto che Google ha mostrato per ore nei primi risultati del motore di ricerca informazioni completamente false sull'attentatore.
Mentre i parenti e gli amici delle vittime si rivolgevano a Google e Google News per avere notizie su quanto stava succedendo a Las Vegas, il motore di ricerca visualizzava infatti diverse pagine di 4Chan, community di contenuti virali (per usare un eufemismo) dove veniva indicato un certo Geary Danley, descritto come liberal e democratico, quale autore del massacro.
A quel punto, centinaia di utenti hanno postato sui social la bufala che veniva alimentata dallo stesso Google che rimandava ai contenuti di 4Chan quando le persone cercavano informazioni su Geary Danley.
Non solo. Quando si è cominciato a diffondere il nome del vero attentatore, i migliori risultati di ricerca di Stephen Paddock su Youtube sembra che rimandassero a video con teorie della cospirazione redatte da alcuni utenti di 4Chan.

A quanto pare l' "intelligenza artificiale" di Google, evocata anche da molti politici nostrani per combattere le fake news, riconosce 4Chan come una fonte di notizie affidabile, al contrario di molti altri media che in questi anni sono stati puniti dal polifemo di Mountain View, in quanto indipendenti e alternativi, sia attraverso una massiccia demonetizzazione dei contenuti sia affossando alcuni publisher nei risultati del motore di ricerca.
"Nelle ore, la storia di 4Chan è stata sostituita algoritmicamente da risultati rilevanti" si giustica Google a Gizmodo, assicurando che continuerà a migliorare il suo algoritmo che un Antitrust dovrebbe prima o poi rendere meno "top secret" visto che rischia di creare concorrenza sleale su internet, e di conseguenza pesanti alterazioni nell'equilibrio democratico.

© riproduzione riservata | online: | update: 03/10/2017

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