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Attentato nel quartiere di lusso a Dacca per colpire aziende straniere?

Un commando di terroristi ha assaltato un panificio ristorante a Dacca (Bangladesh), nel quartire di lusso di Gulshan che ospita vrie ambasciate nonché diverse aziende straniere, soprattutto tessili. Almeno 20 i morti, tra cui 9 italiani. ISIS rivendica ma Stati Uniti specificano che non ci sono conferme in merito. Più probabile che l'attentato a Dacca sia stato eseguito da Al-Qaeda in the Indian Subcontinent.

Ufficialmente la Farnesina ha riferito che l'attentato a Dacca, capitale del Bangladesh, ha causato 20 morti, precisando però che il ministro degli Esteri bengalese Abul Hassan Mahmood Ali non ha "ancora elementi certi sulla nazionalità delle vittime". E' invece il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa, ad annunciare che ci sono "nostri connazionali uccisi a Dacca", spiegando però al contempo che "notizie ufficiali" verranno date prima alle famiglie delle vittime.

Sono infatti 9 i morti italiani nell'attentato terroristico. Nel panificio ristorante Holey Artisan Bakery erano presenti infatti almeno 11 italiani, tra cui Gianni Boschetti, che è riuscito a mettersi in salvo. La moglie, Claudia D'Antona, è rimasta invece uccisa dagli uomini armati che hanno assaltato il locale nella notte di ieri, tenendo in ostaggio diverse persone prima del blitz avvenuto alle prime luci dell'alba di questa mattina. I due coniugi vivevano in Bangladesh da tempo e gestivano un'azienda tessile.

Tra le vittime anche due friulani, Cristian Rossi e Marco Tondat, entrambi imprenditori tessili. Lavorava nel settore tessile e aveva un'impresa in Bangladesh anche l'imprenditrice viterbese Nadia Benedetti. A comunicare la morte della donna è stata la nipote su Facebook, scrivendo: "Ormai abbiamo perso anche l'ultima speranza: mia zia, Nadia Benedetti, è stata brutalmente uccisa nell'attentato in Bangladesh". Non si cerca più tra i dispersi invece la catanese Adele Puglisi, che in passato aveva lavorato per la società di Nadia Benedetti. La donna doveva ripartire alla volta della Sicilia proprio oggi. La Farnesina ha confermato la sua uccisione. Morti nell'attentato inoltre Simona Monti, 33 anni, anche lei dipendente di una azienda tessile e Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli e Claudio Cappelli.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attentato attraverso il suo braccio mediatico Amaq, ma il Dipartimento di Stato americano ha specificato che non ci sono conferme in merito. Sembra comunque che durante l'assalto gli uomini del commando abbiamo gridato "Allahu Akbar" (Dio è il più Grande). L'obiettivo degli attentatori non sembra comunque essere "lo straniero" in quanto tale ma quelli che frequentavano il locale situato a Gulshan, un quartiere di lusso che ospita varie ambasciate, tra cui quella italiana. Gulshan è infatti uno dei quartieri più ricchi di Dacca. Non è infatti la prima volta che in Bangladesh stranieri vengono brutalmente uccisi, anche in pubblico. Ma questa volta l'attentato doveva probabilmente avere la maggior risonanza mediatica possibile, e colpire uno dei quartieri di Dacca ritenuto fino ad oggi il più sicuro della Nazione ha colpito il bersaglio.

Anche se l'ISIS in passato ha già rivendicato diversi attentati, finora il governo del Bangladesh ha sempre negato la presenza del gruppo terroristico all'interno del Paese. Il primo ministro bengalese ha sottolineato: "E' la prima volta che in Bangladesh avviene un attacco simile, finora stavano commettendo omicidi individuali. Ma ora, improvvisamente, hanno creato questo tipo di situazione". Come riporta AsiaNews, è probabile infatti che "dietro il massacro degli stranieri c'è la precisa volontà di far cadere l'esecutivo e far precipitare la piccola ripresa economica del Bangladesh. L'obiettivo è creare caos e paura, in modo da poterne fare una roccaforte del terrorismo".

I terroristi hanno infatti colpito "nel mondo degli investimenti stranieri in Bangladesh", dove purtroppo però regna ancora il lavoro a basso costo. Da ricordare che proprio a Dacca nel 2013 rimasero uccisi nel crollo di un palazzo circa 400 operai del settore tessile, soprattutto donne. Diversi esperti ipotizzano infatti che più che l'ISIS a condurre l'attacco, come altri in città, sia stata l'AQIS (Al-Qaeda in the Indian Subcontinent), che ha comunque il fine di stabilire in Bangladesh, così come in Pakistan, India e Myanmar uno Stato islamico.

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