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Pietro Mennea morto a 61 anni. Il nostro Michael Johnson e Usain Bolt

Pietro Mennea è morto all'età di 61 anni. La corsa della Freccia del Sud è stata fermata da un male incurabile. Solo Michael Johnson riusci a battere Pietro Mennea nei 200 metri piani, mentre Usain Bolt non riuscì a scardinargli un primato.

Solo Michael Johnson riuscì a battere, 17 anni, dopo il record del mondo di Pietro Mennea, che comunque rimane ancora oggi l'attuale ed imbattuto record europeo. Mentre Usain Bolt non è riuscito a scavalcare il primato (manuale) dei 150 metri piani, stabilito da Pietro Mennea allo stadio Comunale di Cassino. Solo la morte è riuscita ad interrompere quindi la corsa della Freccia del Sud. Pietro Mennea è morto all'età di 61 anni (che avrebbe compito a giugno), stroncato da un male incurabile, dopo una lunga malattia stando a quanto riportano oggi tristemente le cronache. Pietro Mennea fu medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980, quando nei 200 metri riuscì a battere il campione britannico Allan Wells per soli 2 centesimi di secondo, e all'ultimo secondo. Nel 1979, però, Pietro Mennea a Città del Messico aveva già stabilito il record mondiale dei 200 metri piani, con l'eccezionale tempo di 19"72. Primato che appunto resistette fino al 1996, quando durante i trials USA validi per le qualificazioni per le Olimpiadi di Atlanta fu Michael Johnson a stabilire un nuovo record, portando il tempo a 19"66. Va sottolineato, però, che il suo record Mennea lo conquistò correndo a oltre duemila metri di quota, e il tempo 19"72 rimane attualmente primato europeo. Il 22 marzo 1983 Pietro Mennea stabilì il primato mondiale (manuale) dei 150 metri piani, con 14"8 sulla pista dello stadio Comunale di Cassino. Il giamaicano Usain Bolt, considerato il più grande velocista di tutti i tempi, che è riuscito a ritoccare alle Olimpiadi di Pechino con 19"30 anche il primato di Michael Johnson nei 200 metri piani (19"32), non riesce però a scardinare quest'ultimo record di Mennea. Usain Bolt il 17 maggio 2009 a Manchester chiude i 150 metri piani in 14"35, ma il primato mondiale (manuale) resta a Pietro Mennea perché il tempo non viene omologato dalla Federazione in quanto stabilito su pista rettilinea. Chiusa la carriera sportiva, Pietro Mennea lascia l' atletica e si dedica alla politica ed al suo lavoro di avvocato, mentre nel 2006 insieme alla moglie Manuela Olivieri apre la Fondazione Pietro Mennea, una onlus di carattere filantropico per diffonde anche lo sport e i suoi valori, e quindi promuove la lotta al doping.

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