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Lutetia: ancora mistero sul "mini mondo" fossile dal cuore di metallo

L'asteroide Lutetia può contare su molti primati ed altrettanti misteri, che si infittiscono. Science dedica la copertina e tre articoli a questo asteroide che pare che sia stato addirittura un "proto pianeta", un anello mancante nella storia planetaria. Ma molti dubbi ancora rimangono sulla sua struttura.

Più si indaga su "21 Lutetia", asteroide meglio conosciuto come Lutetia (dall'antico nome latino di Parigi) più il suo mistero si infittisce. Lutetia è stato scoperto il 15 novembre del 1852 da un astronomo dilettante, Hermann Mayer Salomon Goldschmidt, che lo ha individuato dal suo appartamento di Parigi, capitale francese che all'epoca non soffriva certo di inquinamento luminoso. Per questo Lutetia è ricordato negli annali per il fatto di essere stato il primo asteroide scoperto da un astrofilo. Il 10 luglio del 2010 la sonda Rosetta ("Rosetta sorvola l'asteroide Lutetia" http://is.gd/0ExhYl) nel suo viaggio verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (su cui atterrerà durante la fine del 2014, inizio del 2015) sorvola l'asteroide e usa i suoi strumenti per catturare più dati possibili dello strano corpo celeste. Con Rosetta l'asteroide Lutetia ha quindi guadagnato un altro primato, cioè quello di più grande asteroide "osservato da vicino", essendo la sonda ESA arrivata fino a 3162 Km dal planetoide. La sonda Rosetta dopo lo "shooting fotografico" di luglio 2010 ha poi continuato il suo viaggio, trasmettendo sulla terra importanti dati scientifici sul misterioso asteroide. Ora arrivano i risultati delle ricerche su ben tre articoli pubblicati da Science che dedica a Lutetia anche la copertina. Le ricerche mettono in dubbio persino che Lutetia sia un mero asteroide dato che, secondo le osservazioni dello spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer) la sua densità non corrisponderebbe alla "natura" tipica degli asteroidi. VIRTIS è uno strumento molto complesso e sensibile frutto della ricerca italiana, dato che è stato progettato dall'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e realizzato dalla Galileo Avionica, con un finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana. In realtà la questione è "antica" dato che Lutetia è stato tra i primi asteroidi ad essere classificato come di tipo M (cioè metallico) anche se le osservazioni mostravano una "riflessione" (albedo) incompatibile con una superficie metallica. Lutetia infatti alle analisi dello spettro del visibile e dell'infrarosso somigliava più ad altri meteoriti tipicamente associati con quelli di classe C, cioè "carbonacei". Ora, con i dati di Lutetia "visto da vicino" in realtà le due ipotesi sembrano quasi "convivere" dato che l'asteroide potrebbe essere un "mini mondo", ovvero una sorta di "pianeta in formazione" che ha cessato la sua corsa per diventare una "terra" molto probabilmente a causa di terrificanti urti con meteoriti e comete. La superficie di Lutetia è infatti pesantemente scalfita e ridotta malamente, con fessurazioni e fratture (simili anche in apparenza alla luna marziana Phobos) e massi sulla superficie enormi, alcuni grandi 300-400 metri, "pari a circa la metà delle dimensioni di Ayers Rock" come scrive l'ESA. Lutetia avrebbe, con i nuovi dati a disposizione, un'età di circa 3,6 miliardi di anni e sarebbe stato in origine molto simile ad un "pianeta" come afferma Holger Sierks del Max Planck Institut, autore principale dello studio OSIRIS (strumento di raccolta immagini a bordo della sonda) su Science: "Lutetia è stato probabilmente quasi sferico prima che grandi quantità di materiale fossero stati rimossi dagli impatti". Lutetia prima di essere stato "bombardato" e semidistrutto dagli impatti, sarebbe stato quindi un "planetesimo" data anche l'aspetto incredibilmente omogeneo della sua "crosta primordiale", coperta da un materiale finissimo, tra 50 e 100 micron (milionesimi di metro), che assomiglia molto alla "regolite" lunare. Le osservazioni con lo strumento italiano VIRTIS hanno comunque tolto qualsiasi dubbio sulla natura "idrata" dei silicati, in quanto non sono stati trovati e quindi su Lutetia non pare che ci sia mai stata acqua. Ma è comunque la densità di Lutetia che colpisce: è di 3,4 grammi per centimetro cubo mentre di solito i meteoriti rientrano in un range tra gli 1,2 e i 2,7 grammi per centimetro cubo. "Anche se solo la metà di Lutetia è stato fotografata, quindi la sua forma precisa non è ancora nota, possiamo dire che la densità di massa dell'asteroide è inaspettatamente alta. In realtà, è una delle più alte densità di qualsiasi asteroide conosciuto", afferma ancora Holger Sierks. Questo induce gli scienziati a pensare che Lutetia sia proprio un anello mancante nella storia planetaria, dato che potrebbe avere un nucleo metallico, forse ferroso, che aveva cominciato a fondersi probabilmente per il decadimento di materiali radioattivi nel suo interno. "E 'sorprendente che un oggetto di queste dimensioni possa portare le cicatrici di eventi così diversi per età sulla sua superficie, pur non mostrando alcun segno di variazione della superficie compositiva", afferma Fabrizio Capaccioni, dell'INAF. E "questo è solo l'inizio del mistero" scrive l'ESA.

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