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Pentagono punta su mini bombe atomiche. Tornano proiettili al californio?

Gli Stati Uniti presentano il Nuclear Posture Review, la nuova strategia sulla politica nucleare americana. L'obiettivo è sviluppare testate nucleari a potenza ridotta per attacchi mirati. Tornano i famosi proiettili al californio testati dall'URSS?

"Il mondo è cambiato radicalmente dall'ultima Nuclear Posture Review risalente al 2010", sostiene il vice segretario alla Difesa americano Patrick M. Shanahan che, ingnorando il Trattato ONU di messa al bando delle armi atomiche presenta il nuovo documento che detta la strategia sulla politica nucleare degli Stati Uniti.
E così nel Nuclear Posture Review 2018 gli USA, poiché devono "prendere in considerazione le minacce in evoluzione", hanno messo a punto un piano militare che prevede come "deterrente" un "nucleare sicuro ed efficace".

Il segretario alla Difesa James N. Mattis ha dichiarato che oggi "l'America si confronta con una situazione di sicurezza internazionale che è più complessa ed esigente di qualsiasi altra dalla fine della Guerra Fredda", esprimendo in particolare preoccupazione per "le attività di Russia, Cina, Corea del Nord e Iran".

"Questa NPR - aggiunge Shanahan - riflette l'attuale valutazione pragmatica delle minacce che affrontiamo e le incertezze riguardo al futuro contesto in materia di sicurezza".
Per la Difesa USA, infatti, non esiste una "taglia unica" in fatto di deterrenza e per questo viene presentata una "espansione flessibile delle opzioni" per "modernizzare la triade nucleare" che comprende missili balistici intercontinentali lanciati da terra (Icbm), missili intercontinentali lanciati da sottomarini (Slbm) e bombe sganciate da bombardieri strategici.

Questa "flessibilità" consiste nello sviluppo di testate nucleari a potenza ridotta, anche di un solo kilotone, per attacchi mirati ed evitare così una rappresaglia termonucleare da "fine di mondo".
Paradossalmente ciò che viene presentata come una nuova politica nucleare in realtà è vecchia di almeno 50 anni. Negli anni '70, infatti, già si pensava di utilizzare la famosa pallottola al californio come mini atomica. Anche se oggi gli Stati Uniti parlano di "potenza ridotta", uno solo di questi proiettili atomici in realtà potrebbe distruggere un carro armato mentre una salva farebbe crollare un edificio a più piani.

Questi proiettili al californio sono stati già creati e testati dall'URSS, per armare mitragliatrici pesanti. All'epoca si scelse il californio perché la massa critica del suo isotopo (252) era di appena 1,8 grammi, perfetta quindi per la costruzione dell'arma nucleare più miniaturizzata al mondo. Lo sviluppo fu poi abbandonato (almeno ufficialmente) per problemi "organizzativi" dell'epoca, come il necessario stoccaggio refrigerato dei proiettili al californio per via del calore causato dal continuo decadimento di tale elemento radioattivo.

Forse quindi anche perché gli USA non stanno inventando "niente di nuovo", i vertici militari assicurano che il Nuclear Posture Review 2018 non disattende gli impegni di non proliferazione nucleare. Le nuove armi atomiche, infatti, in parte sostituiranno quelle presenti nelle vari basi USA sparse nel mondo, comprese quelle di Ghedi e Aviano in Italia dove vengono conservate tra le 40 e le 90 bombe nucleari. L'obiettivo del nuovo Nuclear Posture Review sarebbe infatti quello di depotenziare alcune testate per formare un arsenale "tattico" stoccato e "pronto all'uso" nei bombardieri e nei sottomarini, distribuiti nei pressi dei principali teatri di guerra.

Ovviamente gli americani rassicurano che l'uso di tali armi atomiche avverrà solo in "circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti e dei suoi alleati".
A far preoccupare però il fatto che il Nuclear Posture Review 2018 espanda gli scenari di possibile guerra atomica. Il documento elenca infatti tutti i tipi di attacchi non nucleari che potrebbero costituire motivo di ritorsione nucleare da parte degli Stati Uniti. Per esempio, un attacco convenzionale che causa un elevato numero di vittime o contro infrastrutture sensibili potrebbe innescare una risposta nucleare.

Anche se viene sottolineato che "questo non è un NPR incentrato sulla Russia", nel documento viene evidenziato che la nuova strategia è giustificata anche dal fatto che Mosca starebbe "sviluppando e dispiegando nuove e più potenti testate nucleari e lanciatori".
In particolare, il Pentagono già dal 2016 appare convinto che la Russia stia progettando la cosiddetta Arma finale. Si tratterebbe dello "Status-6 AUV", nome in codice Kanyon, un mini drone-sottomarino "stealth" invisibile ad ogni radar in grado di trasportare un ordigno atomico della potenza di 100 megatoni. Il Kanyon sarebbe progettato per esplodere a largo delle coste nemiche per creare uno tsunami radioattivo in grado di contaminare per decenni tutto ciò che l'acqua ha sommerso. Kanyon sarebbe anche rivestito di cobalto-60 per produrre quindi l'effetto "ultima spiaggia", come dal romanzo profetico di Nevil Shute.

© riproduzione riservata | online: | update: 03/02/2018

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