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Over 65: la vita comincia adesso

Una ricerca sponsorizzato da Bupa, gruppo leader nelle assicurazioni sanitarie, evidenzia che agli over 65 non piace essere definiti "anziani" ma che il 69% si sente ancora giovane, almeno nello spirito.

Una ricerca sponsorizzato da Bupa, gruppo leader nelle assicurazioni sanitarie, e presentata ieri alla London School of Economics (Lse) evidenzia che agli over 65 non piace essere definiti "anziani" ma che il 69% si sente ancora giovane, almeno nello spirito. La vita media si è allungata e il 39% dei 65enni dice che si sentirà vecchio solo quando raggiungerà gli 80 anni. Lo studio dimostra quindi che non è più l'età pensionabile il confine che delimita l'inizio della vecchiaia, anzi. I fortunati che ancora riusciranno a percepirne una riscoprono le bellezze della vita, visto che la maggior parte si sente ancora in buona salute.
Dato che allarma un po' il gruppo Bupa è il fatto che solo il 23% ha messo dei soldi da parte per la propria, tardiva, vecchiaia. Il restande ha risposto sostendendo che ci penseranno le loro famiglie e i figli ad aiutarli quando ci sarà bisogno, se ce ne sarà, di un'assistenza particolare.
Il dottor Sneh Khemka, direttore medico di Bupa International, spiega che "in Italia è bello che le persone si sentano giovani di spirito ma sfortunatamente non pensano alle difficoltè dell'assistenza che il loro Paese deve affrontare" e neanche si accorgono, aggiunge il medico che "le loro famiglie stanno cambiando e che i parenti potrebbero non essere in grado di assumersi il carico dell'assistenza in futuro".
Per il gruppo di assicurazioni sanitarie "tutti gli anziani hanno diritto a cure personalizzate di qualità" e questo per loro "sarà possibile solo se le persone che vivono per l'oggi cominciano anche a pianificare il domani".

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