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Batterio killer: perché il ceppo di E.coli è antibiotico resistente?

Il "batterio killer" sarebbe una "mutazione" di un ceppo dell'E.coli. Il Robert Koch Institute conferma la sua resistenza a molte classi di antibiotici tanto da far sospettare che l'origine sia "animale".

Un batterio si aggira per l'Europa. Il suo nome è Escherichia Coli, noto batterio che convive pacificamente da sempre nell'uomo (e negli animali a sangue caldo) nel tratto intestinale, ma che questa volta, in una sua versione "mutata", è diventato un "batterio killer" per la scia di vittime e di intossicati che sta mietendo in Europa. In Germania il batterio ha ucciso 23 persone mentre gli intossicati sono almeno duemila. Gli "investigatori biologici" cercano il colpevole senza successo; partiti dal "cetriolo killer" venuto dalla Spagna (poi smentito categoricamente) si è arrivati ad accusare teneri germogli di soia prodotti da un'azienda tedesca. Ma anche i germogli di soia non sembrano essere i "vettori" di questo ceppo di E.coli particolarmente tossico per l'essere umano. Intanto la psicosi avanza in tutta Europa, Italia compresa, anche se il Ministero della Salute sottolinea che non esiste alcun pericolo ma raccomanda di "lavare verdura e frutta cruda prima di consumarla". Intanto la "mutazione" dell'Escherichia Coli sarebbe una variazione del ceppo "O104" che di solito, sostengono gli esperti, non è quasi mai resistente agli antibiotici. Diverso il caso di questo "nuovo" ceppo che, secondo il Robert Koch Institute, è resistente a molte classi di antibiotici come ad esempio: penicillina, cefalosporina, acido nalidixico, tetraciclina, amoxicillina e acido clavulanico, per citare i più "familiari". Un'ipotesi è che questa variante "killer" di Escherichia Coli sia stata "incubata" nella sua antibiotico resistenza nell'intestino di animali di solito "bombardati" dagli antibiotici che hanno prodotto dei batteri inattaccabili da molte classi di questi farmaci. Ora molti capiranno il perché delle campagne sempre più pressanti per fermare l'abuso degli antibiotici sull'uomo. Interessante, per capire la posta in gioco, un rapporto pubblicato dall'ISS (Istituto Superiore di Sanità) che si chiama "Trasferimento di geni di resistenza tra ceppi di Clostridium difficile e batteri commensali umani ed animali", dato che, come si legge nella breve premessa, "Il tratto intestinale umano fornisce condizioni favorevoli al trasferimento di geni per via orizzontale tra i batteri residenti" (http://is.gd/Gf3QBU).

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