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Antibiotico resistenza è "bomba a orologeria": si rischia epidemia tra 20 anni

L'antibiotico resistenza è "una minaccia molto reale e preoccupante" afferma il premier David Cameron, a commento di un report governativo che avverte che nel Regno Unito circa 200.000 persone potrebbero ammalarsi di una infezione batterica del sangue nel caso si diffondesse una epidemia non in grado di essere curata dagli attuali antibiotici. Il report sottolinea che il numero di infezioni complicate da una resistenza agli antibiotici si "incrementarà notevolmente" nel corso dei prossimi 20 anni.

Nonostante le numerose campagne di informazione, e probabilmente anche a causa dell'elevato tasso di analfabetismo funzionale (in Italia nel 2003 sfiorava già l'80%), sempre più persone assumono antibiotici a sproposito. Questa prassi letteramente insana rischia di creare dei ceppi batterici sempre più resistenti agli antibiotici, tanto che nel prossimo futuro potrebbe scoppiare una epidemia letale tanto quanto quella della peste. A lanciare l'allarme un rapporto governativo del National Risk Register of Civil Emergencies del Regno Unito, che avverte che nel Paese circa 200.000 persone potrebbero ammalarsi di una infezione batterica del sangue nel caso si diffondesse una epidemia non in grado di essere curata dagli attuali antibiotici. Di queste, si stima che almeno 80mila potrebbero morire solo in Gran Bretagna se si sviluppasse un focolaio di infezione resistente ai farmaci antibiotici. Nel caso scoppiasse una epidemia antiobiotico resistente, sottolinea il rapporto governativo britannico, persino le operazioni chirurgiche di routine ed i trapianti di organi diventerebbero procedure ad alto rischio a causa della possibilità elevata di contrarre infezioni. Il report avverte quindi che il numero di infezioni complicate da una resistenza agli antibiotici si "incrementarà notevolmente" nel corso dei prossimi 20 anni. Il documento sottolinea infatti che "un problema sempre più grave è lo sviluppo e la diffusione della resistenza antimicrobica (AMR, ndr), che si verifica quando i farmaci non sono più efficaci nel trattamento di infezioni causate da microrganismi" quali batteri, parassiti, virus e funghi.

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) rivela per esempio che "nel 2012 ci sono stati circa 450.000 nuovi casi di tubercolosi multi farmaco resistente" e che "in 92 Paesi sono stati identificati ceppi resistenti ai farmaci della tubercolosi". Sempre l'OMS sottolinea che "la resistenza a farmaci antimalarici è molto diffusa proprio in quei paesi dove la malaria è endemica", precisando però che "ci sono alte percentuali di batteri resistenti che causano infezioni comuni (quali infezioni del tratto urinario, polmonite, infezioni del sangue) in tutte le regioni del mondo". L'OMS osserva anche che "un'alta percentuale di infezioni nosocomiali" (cioè prese in ospedale) è causata da batteri altamente resistenti, quali lo stafilococco aureo (Staphylococcus aureus) oppure batteri Gram-negativi multiresistenti". L'OMS avverte che "i pazienti con infezioni causate da batteri resistenti ai farmaci sono generalmente a maggior rischio di un peggioramento del quadro clinico e di morte" e di conseguenza "costano di più al servizio sanitario rispetto a pazienti infettati con gli stessi batteri ma che non sono resistenti". Il premier inglese David Cameron ha affermato che la antibiotico resistenza è "una minaccia molto reale e preoccupante" poiché potrebbe portare la medicina "indietro fino ai tempi del medioevo". Il capo ufficiale medico inglese, Dame Sally Davies, ha invece definito il problema come una "bomba a orologeria". Un altro recente studio, infatti, ha dimostrato che il DNA di batteri resistenti agli antibiotici trovati in una stalla di bovini americani si era "unito" al particolato dell'aria (PM), diffondendosi entro un raggio di 200 miglia per circa 6 mesi. Lo studio che sarà pubblicato ad aprile su Environmental Health Perspectives spiega in sostanza che geni di resistenza agli antibiotici sono volati nell'aria.

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