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Antibiotici a largo spettro danneggiano il cervello. Dei topi. E il tuo?

Gli antibiotici a largo spettro, in dosi massicce, hanno provocato la distruzione del microbioma dell'intestino dei topi. Il microbioma sono "i batteri buoni" senza i quali non potremmo digerire (e vivere) in maniera sana. La sorpresa è che nei topastri l'abuso di antibiotici ha creato danni al cervello, provocando problemi di memoria e di presenza di monociti.

C'è un "parallelismo straordinario che esiste in natura fra cervello e intestino" si diceva in una recente ricerca che ha scoperto una "barriera" nell'instestino che, nei celiaci, risulta modificata. Il vecchio adagio "dimmi come mangi e ti dirò chi sei" è quindi sempre più confermato anche dalla letteratura medico-scientifica che, mese dopo mese, scopre che la pancia (e quello che digerisce) può guarire (addirittura dalla sclerosi multipla) o peggiorare la salute di un individuo.

Da una ricerca tedesca condotta al Max-Delbrueck-Centre for Molecular Medicine e pubblicata su "Cell Reports" viene fuori che l'uso di antibiotici ad ampio spettro sui topi ha rallentato lo sviluppo delle cellule celebrali nell'ippocampo, cioè quella parte responsabile del controllo del sistema nervoso centrale e della gestione della memoria. Ma non solo.

I topi che "abusavano" di antibiotici ad ampio spettro, oltre ad avere problemi di memoria, avevano nel sangue un numero di monociti (cioè il tipo di globuli bianchi più grandi, che evolvono in macrofagi) in misura minore della media. In particolare al Max-Delbrueck-Centre hanno scoperto che la popolazione di monociti specifici del cervello (i monociti Ly6Chi) decrescono in maniera netta quando il microbiota intestinale si abbatte (per via antibiotica in questo caso).

La comunicazione tra l'intestino ed il cervello è supportato da un particolare tipo di cellule che fa da intermediario tra i batteri intestinali e il cervello stesso, dialogando tramite il rilascio di ormoni, connessioni neurali dirette o prodotti metabolici. Nell'esperimento i ricercatori tedeschi hanno distrutto il microbioma intestinale dei topi (cioè tutto l'ambiente microbico esistente nell'intestino) con dosi massicce di antibiotici a largo spettro scoprendo i i danni relativi all'ippocampo.

Questo dovrebbe far riflettere profondamente chi abusa di antibiotici per ogni malattia senza il consiglio del proprio medico, ma anche tutto il sistema sanitario che di certo non lesina la soluzione antibiotica anche in via "preventiva". Fatto sta che l'antibiotico resistenza è una vera e propria "bomba ad orologeria" che secondo le previsioni porterà a vere e proprie epidemie tra 20 anni. Ed infatti negli Stati Uniti, dopo Cina ed Europa, è stata individuata una persona portatrice di batteri resistenti a tutti i tipi di antibiotici attualmente in commercio.

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