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Cita: morta la scimmia di Tarzan che "amava vedere le persone ridere"

Cita, la scimmia del Tarzan interpretato da Johnny Weissmuller negli anni '30, è morta il 24 dicembre all'età di 80 anni. Dal cinema alla realtà, la straordinaria intelligenza e sensibilità dei primati, a partire dalla gorilla Koko.

Cheetah, semplicemente Cita per gli italiani, la scimmia del Tarzan interpretato dal campione olimpico di nuoto Johnny Weissmuller negli anni '30, è morta il 24 dicembre per insufficienza renale, come comunica tristemente la Suncoast Primate Sanctuary Foundation. Cita si è spenta all'età di 80 anni, e il suo vero nome era Jiggs Jr un animale "particolarmente socievole" e che "amava vedere le persone ridere" come ricorda la direttrice della Fondazione. L'intelligenza dei primati, d'altronde, oltre che dal cinema è dimostrata anche grazie a varie fondazioni che si occupano di studiare questi straordinari mammiferi. Una fra tutte, per esempio, la "The Gorilla Foundation" che si occupa di approfondire la comunicazione interspecie "per salvare i gorilla dall'estinzione, ed ispirare i nostri figli a creare un futuro sostenibile per tutte le grandi scimmie", purtroppo in molte zone del mondo in via d'estinzione. Al sito (http://www.koko.org) molti esempi della sensibilità e della capacità intellettiva dei primati, ripercorrendo la straordinaria storia d'amicizia tra la gorilla Koko e la ricercatrice Penny Patterson. Toccante e significativo il video di Michael, un gorilla che ricorda e racconta esattamente, attraverso il linguaggio dei gesti, come i bracconieri gli abbiano ucciso la madre (http://www.koko.org/world/michael_story_vid.html). Il programma principale della "Gorilla Foundation" / Koko.#org è infatti quello di insegnare ai primati il linguaggio dei gesti e la lingua americana, ed è il più lungo progetto di comunicazione inter-specie al mondo, perché "studiare l'intelligenza dei gorilla e il loro comportamento porterà a una maggiore comprensione dei bisogni fisici e psicologici della specie". Come spiega bene la mission della Fondazione, "solo attraverso la conoscenza l'uomo potrà adottare le misure necessarie per migliorare il trattamento dei gorilla in cattività e la protezione dall'estinzione dei gorilla liberi". "Koko, un gorilla femmina nato nel 1971, e Michael, un maschio di gorilla nato nel 1973 (morto purtroppo nel 2000), utilizzano il linguaggio dei segni e comprendono l'inglese parlato - spiega la Gorilla Foundation - la partecipazione di Koko in questo studio è iniziato quando aveva un anno, e Michael, all'età di tre e mezzo. Il loro sviluppo intellettuale, fisico e linguistico è stato ampiamente studiato fin dalla loro infanzia. Prima del Progetto Koko, molto poco si sapeva dell'intelligenza dei gorilla". Ora Koko (qui in un video http://is.gd/n57o4W) "ha un vocabolario di oltre 1000 segni e comprende circa 2.000 parole dell'inglese parlato" e inizia "la maggior parte delle conversazioni con i suoi compagni umani con dichiarazioni medie di 3-6 parole". Koko ha un QI (quoziente d'intelligenza) compreso "tra 70 e 95", facendo notare che 100 è considerato "normale" per l'uomo.

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