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Baby Boomer hanno distrutto il mondo: entro 2020 meno 67% animali selvatici

La generazione dei Baby boomer sta lasciando alle generazioni future un mondo peggiore di come lo hanno trovato, tanto che entro il 2020 la popolazione di animali selvatici potrebbe crollare del 67%. E' l'allarme lanciato dal WWF nel suo Living Planet Report.

Entro il 2020 la popolazione di animali selvatici potrebbe crollare del 67%. E' l'allarme lanciato dal WWF nel suo Living Planet Report, che analizza oltre 14.000 popolazioni di vertebrati di oltre 3.700 specie dal 1970 al 2012. Secondo il rapporto le popolazioni globali di pesci, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili si sono ridotte del 58% tra il 1970 e il 2012, appunto il dato disponibile più recente. Ecco perché viene calcolato che entro il 2020 ci potrebbe essere un vero e proprio declino del mondo selvatico.

Solo per fare un esempio, le specie di acqua dolce sono complessivamente diminuite dell'81% tra il 1970 e il 2012 mentre l'indice marino delle specie mostra per lo stesso periodo un calo complessivo del 36%. Stando a tali dati, quindi, a creare i danni maggiori sono stati quindi i cosiddetti baby boomer che stanno lasciando alle generazioni future un mondo peggiore di come lo hanno trovato, tanto che per la prima volta nella storia i figli saranno persino più poveri dei loro padri.

Perdita di habitat, degrado e eccessivo sfruttamento della fauna selvatica sono le minacce principali per le specie individuate nel report, tutte direttamente legate alle attività umane il cui impatto è stato talmente forte da da generare persino la "nascita" di un nuovo periodo geologico nella storia della Terra, l'Antropocene (termine coniato negli anni '80 dal biologo Eugene Stoermer).

Secondo il rapporto WWF, la produzione alimentare necessaria a soddisfare le complesse esigenze di una popolazione umana in espansione sta distruggendo gli habitat e sfruttando in modo insostenibile la fauna selvatica. Oggi l'agricoltura occupa circa un terzo della superficie totale della Terra e rappresenta quasi il 70% del consumo di acqua. Almeno 50 paesi hanno sofferto di scarsità d'acqua, oltre il 30% degli stock di pesce sono sovrasfruttati.

"Il mondo selvaggio sta scomparendo a un ritmo senza precedenti" ha avvertito Marco Lambertini, direttore generale del WWF International, spiegando che "senza le specie animali gli ecosistemi crolleranno e con loro i 'servizi' che la natura ci fornisce quotidianamente come la purificazione dell'aria, dell'acqua, il cibo e la difesa dai cambiamenti climatici.

Il professor Ken Norris, direttore scientifico della Società Zoologica di Londra, precisa invece: "La mano dell'uomo continua a pesare sul declino delle popolazioni di fauna selvatica a livello globale, con un particolare impatto negli habitat d'acqua dolce. - chiarendo però - È importante sottolineare che tuttavia, si tratta di declino e non ancora di estinzione e questo dovrebbe essere un campanello d'allarme per mettere in atto un Piano Marshall per il recupero di queste popolazioni".

Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, evidenzia invece che "continuando a oltrepassare i limiti biologici e fisici della Terra minacciamo il nostro stesso futuro".

© riproduzione riservata | online: | update: 27/10/2016

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