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Arkansas: merli morti dal cielo e pesci morti. Fenomeno fortiano?

Uccelli caduti dal cielo, decine di migliaia di pesci morti. Tutto in Arkansas, USA. Nessuna spiegazione per i pesci, tranquillizzanti cause di morte per "fuochi d'artificio" per i merli. Ma i fatti sembrano non combaciare, tanto che il "fenomeno fortiano" è in agguato.

La notizia che la notte di San Silvestro siano caduti migliaia di merli dal cielo dell'Arkansas, a Beebe, e che si sia messo in relazione con la morte di questi poveri uccelli l'altrettanta penosa e inspiegabile morte di ben 100.000 pesci tamburo (solo di pesci tamburi a quanto sembra, non di altri pesci, a circa 200 Km da Beebe) ha fatto entrare in azione immediatamente i divi dell'"antibufala", pronti a spiegare il fenomeno paragonandolo ad altri. Forse nel tentativo di tranquillizzare i lettori da questi fenomeni "dannati".
Ma i fatti rimangono davvero misteriosi e negli Stati Uniti la faccenda si prende molto sul serio visto che la teoria dei merli sterminati dai fuochi d'artificio non sarebbe compatibile con l'autopsia effettuata sui volatili.
"The Arkansas Game and Fish Commission" (AGFC) è ufficialmente a capo dell'indagine, e dai laboratori si fa sapere che dagli esami effettuati la morte degli uccelli è stata provocata da "un trauma massiccio trovato nel tessuto del petto, con sanguinamento e coagulazione interna", il che sarebbe poco compatibile con i fuochi d'artificio della mezzanotte. Difatti l'ornitologo John Fitzpatrick della Cornell University pensa che gli uccelli fossero appollaiati e che poi siano stati risucchiati da una "violenta corrente d'aria e uccisi dall'esposizione di alte temperature e umidità".
Naturalmente, dato che gli uccelli non erano protetti (non sono in via d'estinzione) e che nessuno di sente danneggiato dall'evento, sembra che non ci saranno altre indagini e che il fenomeno sarà archiviato. Della moria dei pesci tamburo nessuno ha ancora un'ipotesi ufficiale (visto che i fuochi d'artificio subacquei, almeno consumer, ancora non sono disponibili).
Questi eventi fanno ricordare un geniale ricercatore "dell'assurdo" che non aveva siti, trasmissioni tv o riviste patinate per parlare delle sue ricerche sull' "incomprensibile" ma a cui i moderni alfieri mainstream del "mistero" (pro e contro, fanno lo stesso mestiere) non possono nemmeno allacciare le scarpe. Lui chiamava "dannati" quei fatti che "sfuggono ad ogni catalogazione logica" (Charles Fort, Il Libro dei Dannati, trad. di Antonio Bellomi, Armenia 2001).
Charles Fort era un giornalista e scrittore nato nel 1874 negli Stati Uniti che si occupò per tutta la vita di fenomeni come improvvise piogge di uccelli, di pesci, di oggetti "impossibili", di luci nel cielo, ecc. Attenzione Fort era pieno di humor ma serissimo nelle sue ricerche tanto da raccogliere un "archivio impressionante" di questi eventi davvero inspiegabili. Ecco perché dopo quasi cent'anni i fenomeni di merli caduti dal cielo e di migliaia di pesci morti (di una sola specie) si chiamano ancora "fenomeni fortiani", proprio in suo onore e ricordo.

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