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Animali, Forestale: catturava e torturava uccelli protetti, denunciato agricoltore nel padovano

"A seguito di una segnalazione, il Corpo forestale dello Stato è intervenuto in una area agricola del Comune di Curtarolo (PD) rinvenendo alcune gabbie in metallo al cui interno erano imprigionati alcuni esemplari di avifauna appartenenti alle specie di Gazza e Cornacchia", viene comunicato dal CFS.

"A seguito di una segnalazione - rendono pubblico con un comunicato i Forestali -, il Corpo forestale dello Stato è intervenuto in una area agricola del Comune di Curtarolo (PD) rinvenendo alcune gabbie in metallo al cui interno erano imprigionati alcuni esemplari di avifauna appartenenti alle specie di Gazza e Cornacchia. Gli uccelli, che avevano a disposizione solo alcuni centimetri quadrati di spazio, venivano utilizzati come esche per altri esemplari della stessa specie, che, attratti, entravano nella trappola rimanendo imprigionati. Un cacciatore di nazionalità italiana, che fino all'anno scorso risultava essere autorizzato alla cattura di selezione di esemplari appartenenti alle specie di Gazza e Cornacchia, in quanto in possesso di una autorizzazione provinciale scaduta nel 2014, è stato denunciato dagli agenti del CFS alla Procura della Repubblica di Padova per il reato di uccellagione e di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, avendo rilevato che gli uccelli utilizzati a fini di richiamo presentavano una evidente alterazione del piumaggio a causa dei ripetuti urti contro le pareti della gabbia."
Le Giubbe Verdi seguitano in conclusione: "I Forestali, una volta entrati in azione, avendo quindi constatato le reali condizioni di detenzione illecita di questi animali, ed avendo rilevato anche che il medesimo soggetto aveva disposto una decina di carcasse di cornacchie e gazze morte all'interno di un terreno agricolo recintato di sua proprietà, destinato presumibilmente ad allevamento di animali di bassa corte, hanno proceduto al sequestro degli esemplari morti ivi rinvenuti, delle gabbie e degli uccelli vivi. Gli stessi agenti del CFS, non avendo potuto appurare se le effettive condizioni di salute degli uccelli fossero idonee alla loro rimessa in libertà nell'ambiente naturale, sono stati consegnati alla Associazione 'Il Gheppio' per le cure del caso. I successivi accertamenti dovranno appurare se le carcasse degli uccelli morti e sequestrate dal Corpo Forestale, presumibilmente utilizzate come spaventapasseri, fossero provenienti da tale condotta illecita. Il Corpo forestale dello Stato, quale forza di Polizia deputata alla protezione dell'ambiente in genere, è sempre in prima linea per il contrasto ai reati in danno agli animali. In particolare, tra le varie articolazioni del CFS, a livello centrale è stato costituito, da alcuni anni, il Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali - N.I.R.D.A. che supporta i Comandi Stazione capillarmente diffusi sul territorio nazionale."

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