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Processo Eternit, Appello: 18 anni a Schmidheiny ma risarcimento solo a 938 su 2mila

Il maxi processo Eternit giunge oggi alla seconda sentenza, con la Corte di Appello del Tribunale di Torino che condanna a 18 anni di carcere il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, ma rigetta le domande risarcitorie per Inps e Inail e di circa di mille parti civili. Ai familiari delle vittime riconosciuti 30mila euro ciascuno.

La Corte di Appello del Tribunale di Torino condanna a 18 anni di carcere il magnate svizzero Stephan Schmidheiny per disastro doloso ed omissione di cautele antinfortunistiche per la strage dell' amianto, con la rettifica della sentenza di primo grado visto che c'è stato il riconoscimento del disastro ambientale permanente anche le localita di Napoli (Bagnoli) e Rubiera. La Corte ha invece dichiarato il non doversi procedere per intervenuta morte del reo nei riguardi del barone belga Louis De Cartier De Marchenne, deceduto due settimane fa all'età di 92 anni. Il Tribunale di Torino ha quindi riconosciute le provvisionali, le più alte andate al Comune di Casale di Monferrato, pari a 30.9 milioni di euro contro ai 25 milioni riconosciuti in primo grado, e alla Regione Piemonte, pari a 20 milioni. Ma non solo. Provvisionali per Rubiera (2 milioni), i sindacati, Legambiente (100mila euro), WWF (70mila euro), Regione Emilia Romagna (350mila euro), Balzola (250mila), Mirabello (150mila), Pontestura (200mila), Villanova (150mila), Morano (200mila), Ozzano (250mila), Coniolo (350mila) e 100mila euro all'Afeva. Risarcimento inoltre di 5 milioni di euro alla Asl di Alessandria mentre sono state rigettate le domande risarcitorie per Inps e Inail e di circa di mille parti civili al maxi processo Eternit. Sono solo 938 su 2mila, infatti, le parti civili che potranno ottenere un risarcimento, e tale decisione potrebbe essere dovuta a causa delle prescrizioni e delle assoluzioni riconosciute in secondo grado nei confronti di Schmidheiny, relativamente ad alcuni periodi temporali. Stephan Schmidheiny, infatti, anche se rispetto al primo grado è stato condannato a due anni in più di carcere, è stato assolto per il periodo che va dal giugno del '66 al '76 per non aver commesso il fatto.

La Cisl Piemonte e la Cisl Asti-Alessandria esprimono soddisfazione per la sentenza del maxi processo Eternit, spiegando che questa "conferma le gravi responsabilità degli amministratori della multinazionale svizzera e i danni arrecati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini". Anche se a ben vedere ai familiari delle vittime sono stati riconosciuti solo 30mila euro ciascuno perché, come spiega il legale Sergio Bonetto, che per i suoi assistiti aveva chiesto 10mila euro per ogni anno di esposizione, "l'unico elemento di accertamento del danno riconosciuto dalla corte è stata l'esposizione all' amianto. Tutti gli altri danni, come la morte o la malattia, non sono stati riconosciuti, rinviando le singole posizioni al giudice civile". Stesso discorso potrebbe valere per il mancato risarcimento all'Inail, che in primo grado si era vista riconosciuta un risarcimento pari a 15 milioni di euro.

Per il procuratore Raffaele Guariniello, comunque, questa la sentenza sul caso Eternit rivela che "non è mai azzardato sognare". "Siamo andati al di là di ogni aspettativa" aggiunge Guariniello anche perché è stato accolto l'appello "sul fatto che il disastro sia avvenuto anche a Napoli e Rubiera". Il pm sottolinea quindi: "La posta in palio è la tutela dell'uomo e della sua salute" visto che "il disastro ambientale doloso riconosciuto dalla Corte non è solo per i lavoratori ma riguarda tutta la popolazione", sottolineando che la sentenza del processo Eternit "apre grandi prospettive anche per le vicende di Taranto (caso Ilva, ndr) e per le altre città che attendono giustizia". Guariniello conclude: "Non è finita qui e non è finita nel mondo - ricordando - Qui in Italia siamo riusciti a fare un processo che nessuno è riuscito a fare in nessuna parte del mondo".

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