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Incendio Fiumicino, USB: rischio amianto, Asl e Arpa verifichino

L'Unione sindacale di base chiede alla Asl e all'Arpa di effettuare i dovuti rilievi e le necessarie verifiche per escludere che nell'aerea del Terminal 3 dell'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino ci sia presenza di amianto. L'incendio divampato 5 giorni fa, infatti, potrebbe aver diffuso particelle di amianto nell'aria. Aeroporti di Roma però smentisce ed assicura: "Nella zona interessata dall'incendio non è presente amianto". Le strutture, però, "risalivano agli anni '60 e '70" fa notare l'USB.

"A 5 giorni dall'incendio che ha devastato il Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino, USB oggi ha svolto un presidio in aeroporto per denunciare la situazione incredibile in cui migliaia di lavoratori delle varie aziende che operano in aeroporto sono stati mandati a riprendere servizio in un contesto ambientale oggettivamente critico" denuncia in una nota il sindacato di base, spiegando: "Ciò che ha scatenato le nostre fortissime preoccupazioni riguardava la mancata comunicazione da parte delle autorità competenti, Enac e gestore Adr (aeroporti di Roma, ndr) in testa, di chi avesse rilasciato l'agibilità anche parziale del terminal costringendo le maestranze ad operare anche per interi turni in presenza di fumo, odore acre, polveri sottili e, in molti casi, senza l'adeguato materiale di protezione o con mezzi del tutto inadeguati. Tra l'altro abbiamo anche segnalato come continuino i malori e i ricoveri presso le strutture sanitarie dell'aeroporto, mentre solo alcune Aziende abbiano previsto per i propri dipendenti, ulteriori misure precauzionali coerenti con il contesto". L'USB si domanda quindi "se sia normale che nel punto ristoro alle partenze Terminal 3 si eroghi cibo non confezionato, panini, cornetti, con la fuliggine che ancora circola nell'aria ed è visibile nei mobili del bar e sulle mascherine che portano i lavoratori". Il sindacato avverte quindi che tra i lavoratori è viva la preoccupazione che "l'incendio abbia sprigionato nell'aria sostanze altamente tossiche" e per questo chiede che "siano fatte le dovute verifiche per escludere che siano presenti particelle di amianto". L'USB sottolinea infatti che "solo oggi, a 5 giorni dal catastrofico incendio, la Asl competente ha svolto la prima ispezione del Terminal, tra l'altro chiamando a sua volta l'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) a fare i dovuti e necessari rilievi".

L'USB non pare quindi rassicurata dalla relazione redatta dal Dott. Massimo Gismondi, Medico Competente del lavoro di Aeroporti di Roma per la società HSI Consulting. Aeroporti di Roma assicura infatti che "i risultati evidenziano che i valori riscontrati sono nettamente inferiori a quelli previsti dalla normativa nazionale e internazionale per l'esposizione di lavoratori in un turno di 8 ore". Aeroporti di Roma afferma quindi che i sintomi accusati dai lavoratori "come secchezza/bruciore di occhi e faringe, sono i classici sintomi normalmente riscontrati in situazioni in cui residuino nell'aria anche minime quantità di sostanze derivate dal cloro". Adr quindi conclude che si tratta "di una patologia irritativa semplice alla quale - consiglia - si può ovviare facilmente bevendo, per quanto riguarda la faringe, o utilizzando colliri umettanti" perché "tale patologia è comunque del tutto transitoria e non comporta assolutamente esiti".

Per i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo, che martedì 11 maggio hanno proclamato uno sciopero di un'ora e cinquanta minuti, denunciano però che "l'Adr ha risposto in maniera del tutto approssimata ed insufficiente". Susi Ciolella dell'esecutivo provinciale confederale dell'Unione sindacale di base spiega che la preoccupazione in merito alla presenza di eternit deriva dal fatto che "le strutture risalivano agli anni '60 e '70". In alcune foto pubblicate su internet si vedono presunti pannelli di amianto che sarebbero crollati dal tetto di uno degli esercizi commerciali proprio nell'area transiti del T3. Aeroporti di Roma però smentisce ed assicura: "Nella zona interessata dall'incendio non è presente amianto".

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