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Ilva di Taranto, processo amianto: chieste 29 condanne per omicidio colposo

Al termine della requisitoria, il pm ha chiesto ventinove condanne per omicidio colposo nei confronti dei dirigenti e proprietari dell'Ilva di Taranto, accusati di non aver adottato le cautele necessarie per impedire gli effetti letali dell'amianto, tanto che diversi operai sarebbero morti di cancro.

Il pm Raffaele Graziano, al termine della sua requisitoria al processo che vede accusati i dirigenti dell'ILVA di Taranto, ha chiesto ventinove condanne per omicidio colposo per gli operai uccisi dal cancro provocato dall'esposizione all'amianto presente nella fabbrica siderurgica. Le condanne sono state chieste nei confronti dei dirigenti e dei proprietari dell'Ilva di Taranto per il fatto che, secondo i pubblici ministeri, non sarebbero state adottate le cautele necessarie per impedire gli effetti letali dell'amianto. La richiesta più alta è a nove anni di reclusione e riguarda i dirigenti dell'Italsider di Stato, e tra gli imputati c'è anche l'ex direttore generale di Finmeccanica, a cui è stata chiesta una condanna a 7 anni. Per Emilio Riva e suo figlio Fabio, invece, sono stati chiesti quattro anni e mezzo di reclusione. La sentenza è prevista per il 23 maggio.

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