le notizie che fanno testo, dal 2010

Allergie e intolleranze alimentari: test inutili e allergici immaginari

Dal "vega test" alla biorisonanza sono 4 milioni i test per allergie e intolleranze alimentari che gli italiani pagano. Ma dal punto di vista allergologico la maggior parte dei test sono assolutamente inutili, anche perché ben 8 milioni sono degli "allergici immaginari". La Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) riunita a convegno a Milano fa il punto.

I test per le allergie e le intolleranze alimentari fanno parte ormai del bagaglio lessicale della vita quotidiana. Se una volta si parlava del tempo o magari del più e del meno, ecco che oggi non c'è parente o conoscente che non stia facendo o non abbia fatto un test per le intolleranze alimentari o per quella allergia "simile all'orticaria" che ogni tanto ricompare. Se ad ogni sintomo corrisponde la corsa ad un test allergologico ecco spiegato come ogni anno in Italia se ne eseguano oltre 4 milioni. E così l'italiano medio, con lo smartphone in mano e i capelli sempre a posto, spesso è anche incerottato con qualche patch per controllare un'allergia. La spesa per i test per intolleranze ed allergie è stimata in circa 300 milioni e la "produzione" di nuovi test per ogni sintomo allergico aumenta del 10 per cento ogni 365 giorni. Il fatto è che molti di questi test sono inaffidabili e "privi di ogni fondamento scientifico".Non a caso la Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) riunita a convegno all'Expo di Milano ha intitolato il suo simposio così: "Allergia alimentare, le risposte della SIAAIC ai bisogni dei pazienti".

E le risposte della SIAAIC forse a qualcuno faranno venire davvero qualche allergia, soprattutto quando penserà quanto ha speso per dei test che dal punto di vista delle allergie sono considerati "inutili".La SIAAIC infatti addita dei test che "non hanno dimostrato benefici" dal punto di vista allergologico come il test del capello, il test della forza, il Vega test (quello con gli elettrodi), il test di biorisonanza, il pulse test, eccetera. La Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica proprio a questo proposito sta per pubblicare un articolo con le linee guida per i medici sulla rivista scientifica Clinical Molecular Allergy. Eppure il problema delle allergie e delle intolleranze in Italia esiste realmente. Il nostro Paese è infatti passato in pochi decenni da uno stile di vita fatto di dieta mediterranea e ritmi millenari ad uno simile a qualsiasi ghetto di New York. Logico che anche le orticarie ed i mal di stomaco siano aumentati. Per capire quanto sia sentito il problema si pensi che in Italia le persone malate di allergia sono più di due milioni tra i quali purtroppo sono compresi almeno 600mila bambini. Si devono sommare a questi ben 10 milioni di italiani che sono allergici al nichel o magari intolleranti al lattosio. E fanno 12 milioni.

Si pensi quindi al bacino commerciale non solo dal punto di vista dei prodotti da farmacia, ma alle centinaia di marche alimentari che si sono buttate nel business dei prodotti "senza" (senza lattosio, senza glutine, senza sale, senza senza ecc.). Ma i veri consumatori di prodotti alimentari per le intolleranze alimentari sono senz'altro gli "allergici immaginari", ovvero le persone che credono di soffrire di una qualsiasi allergia o di avere i sintomi di una intolleranza alimentare. Pensano, credono, ma in realtà non soffrono di alcuna patologia e sono ben 8 milioni. Spiega il presidente della SIAAIC Giorgio Walter Canonica: "Orticaria acuta, sintomi gastrointestinali e anafilassi sono i segni distintivi delle allergie, ma oggi basta avere una stanchezza inspiegabile, qualche difficoltà digestiva, mal di testa, dolori alle articolazioni o altri disturbi aspecifici e non facilmente inquadrabili per autodiagnosticarsi un'intolleranza alimentare". In Italia una persona su quattro interpreta i sintomi di malessere come frutto di intolleranze o allergie alimentari. Le ricerche dicono invece che solamente il 3-5 per cento di questi sintomi possono essere ricollegati a vere allergie o intolleranze.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: