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Allergie alimentari: genitori aiutino i bambini a vivere più sereni

Le allergie alimentari, correttamente diagnosticate, soprattutto nei bambini possono causare ripercussioni psicologiche e nella socialità. "Fondamentale il ruolo dei genitori insieme agli educatori per aiutare i piccoli colpiti da questi tipi di allergie" sottolinea Giuseppe Mele della FIMP.

Gli europei sono sempre più allergici soprattutto a certi alimenti. Il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Giuseppe Mele, commenta i dati che sono emersi al Congresso dell'Accademia Europea di Allergia e di Clinica Immunologica di Venezia sottolineando che è vero che negli ultimi dieci anni le allergie alimentari sono aumentate anche in Italia e "colpiscono persone di ogni età" ma è anche vero che "gli alimenti che provocano la maggior parte di questi problemi di salute nei bambini - prosegue Mele - sono: il latte, le uova, i pomodori, le arachidi e le nocciole. Secondo recenti studi sembrerebbe che la maggior parte delle vittime di tali allergie siano le donne e i bambini".
Un dato che si aggiunge ad una panoramica sconsolante che forse merita una seria riflessione sulla qualità della vita della nostra amata Europa. Nel vecchio continente difatti sono ben 17 milioni i cittadini che soffrono di una qualche forma di allergia alimentare e ben 3,5 milioni hanno meno di 25 anni. Ma la fascia più colpita dalle allergie alimentari è senz'altro la fascia più delicata, quella che va "dai zero ai cinque anni" di età e che conta circa 1 milione e duecentomila bambini allergici.
Coinvolgendo bambini così piccoli va da sé che l'allergia alimentare può anche scatenare altri problemi, di tipo psicologico, visto che il cibo, come si sa, è spesso legato alla convivialità e alla socialità. I bambini che soffrono di allergie alimentari spesso hanno "vergogna" a mangiare insieme agli altri amichetti visto che vi sono tanti "bocconi" proibiti e tanti alimenti che non possono nemmeno "immaginare" di mangiare. Ecco che Giuseppe Mele mette in guardia proprio su questo aspetto: "Anche la 'gestione' del bambino allergico può rivelarsi particolarmente complicata. Il non poter condividere gli stessi cibi con i coetanei - conclude Mele - può condizionare la vita relazionale dei bimbi, favorirne l'isolamento e, quindi, incidere negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. E', quindi, fondamentale che i genitori insieme agli educatori aiutino i nostri piccoli colpiti da questi tipi di allergie a vivere nel modo più sereno la loro condizione".

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