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Binge drinking, bere fino a perdersi. A 11 anni si comincia con alcol

L'Italia sbanda, forse perché è sempre più ubriaca. Dai dati diffusi dal Ministero della Salute "In generale il consumo a rischio riguarda il 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni, per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone". Insomma, è tutto ok.

L'Italia dimostra di avere una certa attitudine "suicida" per quanto riguarda il proprio futuro e non solo per i fatti gravissimi che stanno emergendo, grazie a WikiLeaks, sulle scelte "pilotate" su temi quali OGM e politica estera.
L'Italia che uccide il proprio presente (ad esempio pensiamo ai giovani precari) non ha pietà neanche per i giovanissimi, quelli che si alimentano con cibo spazzatura e se va bene sono semianalfabeti ("Cibo spazzatura: un 15enne su 5 è semianalfabeta. Colpa junk food?" http://is.gd/ddrVu2).
L'Italia gerontocratica che festeggia i 150 anni di unità, si gonfia di "passato" dimenticando di avere un futuro, nei suoi figli.
Nel dicembre 2010 il Ministro della Salute ha trasmesso ai Presidenti di Camera e Senato "la settima Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in materia di alcol in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125 'Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati'" e fa un po' una summa in un comunicato che fa venire i brividi per i dati che contiene.
I dati "sui consumi alcolici e i modelli di consumo" si legge nel comunicato del Ministero della Salute, "confermano il progressivo allontanamento del nostro Paese dal tradizionale modello di consumo mediterraneo".
Quindi si allontana il bicchiere di "vino del prete" a pasto e si avvicina la moda del "binge drinking" ovvero quel modo di bere superalcolici "da sballo" e che si avvicina pericolosamente al coma etilico.
Scrive il Ministero: "Il binge drinking, modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo, ha riguardato nel 2009 il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne ed è ormai abitudine stabilmente diffusa, soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (21,6,1%) e di 25-44 anni (17,4%). Pratica il binge drinking anche una buona percentuale di donne fra i 18 e i 24 anni (7,9%) e fra le giovanissime di 11-15 anni esso appare più diffuso che fra i coetanei maschi".
E quindi a "darsi al bere" e al pericolosissimo "binge drinking" si incomincia a 11 anni, quando il consumo dovrebbe essere solamente di latte e biscotti.
Non a caso il Ministero della Salute sintetizza: "In generale il consumo a rischio riguarda il 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni, per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone".
Dati che sicuramente ad una fetta della popolazione (che però potrebbe anche essersi bevuta il cervello) non preoccuperanno, anche per il rispetto e la considerazione che si ha dei minorenni di questi tempi. Altri incominciano a sentirsi alienati in questa Italia in cui non si riconoscono più, e neppure ci bevono su.

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