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Bevande con alcol e caffeina: FDA segnala il mix non sicuro

Sembra che la Food and Drug Administration (FDA) abbia "segnalato a 4 aziende" produttrici di bevande che miscelano alcol e caffeina che quest'ultima sostanza "aggiunta alle loro bevande alcoliche è da considerarsi un additivo non sicuro", rende noto Giovanni D'Agata (IdV).

Sembra che la Food and Drug Administration (FDA) abbia "segnalato a quattro aziende" produttrici di bevande che miscelano alcol e caffeina che quest'ultima sostanza "aggiunta alle loro bevande alcoliche è da considerarsi un additivo non sicuro".
A renderlo noto Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti".
"Un mix se non letale, quantomeno da considerarsi pericoloso quello tra alcol e caffeina" sottolinea D'Agata La procedura avviata dall'Agenzia per la sicurezza alimentare statunitense "prende spunto da un attento studio delle ricerche sugli effetti da assorbimento congiunto di alcool e caffeina - continua nella nota D'Agata - che secondo la letteratura scientifica, senz'altro maggioritaria, possono indurre nell'individuo conseguenze e comportamenti pericolosi, come ad esempio intossicazione da alcol, violenza e soprattutto guida pericolosa che come è noto è tra le cause più alte di mortalità giovanile".
Giovanni D'Agata sottolinea che è "da specificare che la segnalazione non riguarda gli alcolici che contengono la caffeina solo perché presente naturalmente in uno o più ingredienti, per esempio l'aroma di caffè, ma quelli in cui viene artificialmente aggiunta che stanno diventando una moda tra i giovani al pari degli alcolpop e come questi venduti un po' dappertutto e senza alcun limite in lattine e confezioni dai colori sgargianti".
"Le analisi a base dell'allarme - spiega nel comunicato D'Agata - traggono spunto dalla circostanza che la caffeina può rallentare sino a mascherare indizi sensoriali che permettono a chi fa uso di bevande alcoliche di capire quando è il momento di smettere, inducendo, quindi, a un maggiore consumo delle stesse. Anche perché è noto che la caffeina non modifica in alcun modo il tasso alcoolemico nel sangue, e quindi non riduce i rischi e i danni per la salute associati all'abuso".
"Alcune di queste nuove bibite - continua D'Agata - contengono peraltro altre sostanze stimolanti, oltre alla caffeina, e la gradazione alcolica arriva sino al 12%, contro il 4-5% di una birra chiara".
"Poiché non risulta che né l'Italia, né l'Europa abbiano ancora avviato indagini alimentari in merito - conclude D'Agata - non rimane che invitare a farne un uso limitatissimo, evitarne il consumo per chi deve mettersi alla guida di qualsiasi veicolo e monitorare il controllo della vendita ai minorenni che in quanto di alcolici rimane proibita".

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