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Pane d'Altamura addio? A rischio estinzione grano duro autoctono

Per il secondo anno consecutivo il Parco Nazionale dell'Alta Murgia organizza in collaborazione con Legambiente il Festival della Ruralità, da dove viene lanciato l'allarme: i semi di grano duro autoctono come il Simeto, l'Appulo, l'Arcangelo, il Duilio rischiano l'estinzione spazzati via dall'industrializzazione. E con loro il pane d'Altamura, l'unico col marchio DOP.

Per il secondo anno consecutivo il Parco Nazionale dell’Alta Murgia organizza in collaborazione con Legambiente il Festival della Ruralità, in programma fino al 1 giugno 2014. "Pane e Vino" sarà il tema delle cinque giornate completamente dedicata alla ruralità in tutte le sue declinazioni: cultura del territorio, tutela dell’ambiente e del paesaggio, laboratorio per nuove economie, promozione sociale. E dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia viene lanciato l'allarme: le tante varietà di grano duro come il Simeto, l’Appulo, l’Arcangelo, il Duilio, materie prime che hanno costituito l’elemento base del pane d’Altamura, l’unico in Italia ad avere ottenuto il marchio DOP dall’Europa, rischiano di sparire. E con loro il pane pugliese. Legambiente denuncia che tali semi rischiano di essere "spazzati via dall’industrializzazione via via crescente dell’agricoltura, perché 'poco produttivi' per l’industria del cibo, perché fuori taglia per le macchine agricole, perché non uniformi, o soprattutto, perché poco graditi alle multinazionali delle sementi OGM". Cesare Veronico, presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, spiega che i dati di una loro recente ricerca sulle sementi originarie svelano che "molte varietà di grani, ortaggi, legumi sono sull’orlo dell’estinzione", evidenziando anche il grande lavoro da fare per "riportare i contadini a utilizzare sementi tradizionali e far capire che alla lunga è più conveniente proporre sul mercato prodotti dai sapori unici e irripetibili, piuttosto che cibi massificati". Veronico sottolinea inoltre che "fra l’altro si sta anche dimostrando che le varietà autoctone sono più resistenti alle variazioni di clima, ai parassiti e a tutte quelle patologie che l’agricoltura industriale affronta con un ampio ricorso alla chimica".

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