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Sparatoria Malpensa: tunisino ferito. Gesto folle, no terrorista

Sparatoria a Malpensa, scalo aeroportuale milanese. Un tunisino ha prima sfondato una vetrata del Terminal 1 con un Suv (a bordo anche la moglie e i 3 figli) per poi scagliarsi contro la folla con un coltello. E' stato permato da un carabiniere che gli ha sparato ad un piede.

Attimi di panico questa mattina presso lo scalo milanese di Malpensa. Un uomo di origini tunisine, con regolare permesso di soggiorno e sposato con un'italiana convertita all'Islam nonché padre di 3 figli (8, 4 e 2 anni), ha sfondato con il Suv che stava guidando una vetrata della porta numero 14 del Terminal 1 dell'aeroporto. All'interno dell'automobile anche la moglie e i figli. Una volta distrutta la vetrata l'uomo è sceso dalla vettura con in mano un "coltello lungo diversi centimetri" come racconta un dipendente di Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. Impaurito è scappato, a quanto pare rincorso dall'uomo che però si è poi rivolto verso un carabiniere che lo aveva intercettato. Il militare, per cercare di fermare il tunisino, ha sparato un colpo di pistola ferendolo ad un piede. Immediatamente la moglie e i figli hanno circondato l'uomo che è stato poi arrestato. Naturalmente in quegli attimi vi è stato presso il Terminal 1 un fuggi fuggi generale, in particolar modo dopo che si è sentito esplodere un colpo d'arma da fuoco. La normalità, però, è stata presto ripristinata e mentre da una parte i carabinieri hanno evacuato la zona dall'altra si è cercata di riorganizzare l'operatività dello scalo milanese di Malpensa. Nessun volo è stato cancellato e sembra che si siano registrati ritardi dai 30 ai 60 minuti.
In questo frangente si sta cercando di capire quali possano essere stati i motivi che hanno spinto il tunisino al folle gesto. Sembra che si vada scartando la pista terroristica, ipotizzando che l'uomo possa essere stato o sotto effetto di qualche sostanza (alcol o droghe) o che sia affetto da disturbi psichici. "Il movente non è chiaro - spiega il pm di Busto Arsizio (Varese), Roberto Pirro Balatto, che sta coordinando le indagini - Stiamo vagliando tutte le ipotesi ma sembrerebbe il gesto inconsulto di un folle". "Possiamo escludere la matrice terroristica, non c'è nulla che possa far intendere che dietro questo gesto ci sia una tale matrice" aggiunge il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi.

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