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Furti bagagli aeroporto, Codacons: risarcimento anche per danni non patrimoniali

L'operazione "Stive Pulite" condotta dalla Polizia di Stato, e durata circa un anno, ha sgominato quella che è stata ribattezzata "banda della valigia", grazie a delle telecamere a zero emissioni. Ben 86 misure cautelari per i furti nei bagagli degli aeroporti di di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino e Verona.

Dopo un anno di indagine da parte della Polizia di Stato, l'inchiesta "Stive Pulite" ha portato ad emettere 86 misure cautelari, tra cui 29 arresti domiciliari e 57 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I mittenti delle misure cautelari, tra cui 19 dipendenti dell'Alitalia, sono accusati di episodi di furto, tentato furto e danneggiamento. Nel mirino, i bagagli di chi passava negli aeroporti di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino e Verona. I furti avvenivano anche quando i bagagli erano già nell'aereo, e per incastrare i responsabili la polizia aveva installato nelle stive delle particolari telecamere, a zero emissioni per evitare il rischio che tali riprese facessero interferenze con la strumentazione di bordo. In una nota, Alitalia ci tiene a sottolineare che "nel corso del 2012, ha attivamente collaborato con la Polizia di Frontiera di Fiumicino e di Lamezia Terme nello studio, nello sviluppo e nella conduzione di una articolata attività investigativa avente come obiettivo l'individuazione dei responsabili di numerosi furti che, in forma sempre più invasiva, si sono registrati sui bagagli dei passeggeri Alitalia". La compagnia di bandiera spiega che "inizialmente la tratta Roma Fiumicino - Lamezia Terme era risultata la più colpita da questo fenomeno che successivamente si è esteso anche ad altri scali nazionali che, seppur in forma minore, sono stati interessati dalla stessa problematica. - aggiungendo - Il proficuo scambio, tra Alitalia e la Polizia di Frontiera, delle reciproche conoscenze, competenze ed esperienze professionali, unito alla fattiva collaborazione della Compagnia, hanno consentito di raggiungere un importante risultato, permettendo alla magistratura inquirente, che ha coordinato tutte le fasi dell'indagine, di emettere gli odierni provvedimenti restrittivi nei confronti dei presunti colpevoli". Infine, Alitalia informa che è "parte lesa da questi avvenimenti", e "continuerà a garantire la totale collaborazione alle Forze di Polizia e all'Autorità giudiziaria".

Per il Codacons è invece "vergognoso che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti". "E' dall'agosto del 2002, infatti, dopo i furti verificatesi a Malpensa, che il Codacons ha chiesto di fare accertamenti a tappeto in tutti gli aeroporti italiani. - prosegue la nota dell'associazione per i consumatori - Questi furti, invece, continuano a ripetersi ciclicamente: 2002, 2004, 2005, 2007, 2012". Il Codacons afferma che "nulla è stato fatto da allora per rivedere i criteri di selezione del personale responsabile della custodia dei bagagli, evidentemente troppo blandi e generici per un lavoro che richiede invece particolari requisiti di onestà" ricordando che "i passeggeri in questi casi hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali". Il Codacons quindi spiega che "nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti dalle compagnie aeree" i passeggeri colpiti da un furto o da un danneggiamento al bagaglio "potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell'eventuale procedimento penale", sottolineando che "anche i datori di lavoro di queste persone arrestate sono responsabili, ai sensi dell'art. 2.049 del codice civile, per i danni arrecati dal fatto illecito commessi dai lavoratori nell'esercizio delle incombenza a cui sono adibiti".

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