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Scomparsa aereo Los Roques: i precedenti. 14 italiani nel nulla

Nuova scomparsa di un aereo nella tratta Los Roques - Caracas. A bordo 4 italiani, tra cui il figlio maggiore dello stilista Ottavio Missoni. La scomparsa esattamente 5 anni dopo quella dell'aereo, di cui si sono perse le tracce, con a bordo 8 italiani. Ma nel 1997, un altro aereo è sparito nella stessa tratta con due italiani a bordo.

Sono in tutto tre gli aerei, con a bordo italiani, scomparsi nel nulla mentre percorrevano la rotta Caracas-Los Roques (o viceversa), nello Stato del Venezuela. Il primo episodio risale al 1997, quando il 2 marzo un Cessna 402 siglato YV784 della Chapi Air poi diventata Transaven, partito dall'aeroporto Simon Bolivar di Maiquetia, lo scalo della capitale Caracas, e diretto a Los Roques scomparve nel nulla. A bordo dell'aereo due italiani, Mario Parolo e sua moglie Teresa De Bellis che erano in viaggio di nozze, ma anche l'avvocato Antonio Anez, rappresentante di Amnesty International. Di questo aereo non furono ritrovati né eventuali relitti in mare né i corpi dei viaggiatori, tranne quello di un passeggero australiano, che però non sembra avesse acqua nei polmoni ma presentava ferite profonde alla testa.

Il secondo caso misterioso di un aereo sparito nel nulla senza lasciare apparentemente traccia è quello scomparso il 4 gennaio 2008, un bimotore turboelica Let L 410 della Transaven, che da Caracas si stava dirigendo a Los Roques. Dopo circa venti minuti dalla partenza, il pilota informò la torre di controllo di Los Roques di avere problemi ad entrambi i motori. Da allora, il buio. A bordo dell'aereo c'erano 18 persone (anche se inizialmente si parlava solo di 14 persone, perché quattro pare salite sul veicolo senza essere registrate), di cui ben 8 italiani: due amiche bolognesi, Rita Colanni e Annalisa Montanari, la famiglia di Treviso composta da Paolo Durante, la moglie Bruna Guarnieri e le figlie Emma e Sofia di 6 e 8 anni, i neosposi di Roma Stefano Fragione e Fabiola Napoli. Dopo qualche giorno, venne ritrovato il cadavere del co-pilota Osmel Alfredo Avila Otamendi, ma dell'aereo, o dei suoi resti, nessuna traccia:
Anche in questo caso, sono numerose le ipotesi riguardo alla scomparsa dell'aereo e dei suoi passeggeri, tra cui (come rilevava anche il sito stefanoefabiola.org):
"- Il pilota potrebbe aver tentato un atterraggio di fortuna su una delle numerose isole disabitate dell'arcipelago di Los Roques ed ora i superstiti dell'equipaggio potrebbero aver bisogno d'aiuto.
- Un'altra congettura sarebbe quella del dirottamento. Un precendente risale a circa dieci anni fa. Un altro bimotore, con a bordo un'italiana, fu sequestrato, nella stessa zona da narcotrafficanti. In quel caso i passeggeri furono presi come ostaggi poi uccisi. I loro corpi furono gettati in acqua".

Ipotesi, quest'ultima, che ha ripreso piede dopo che pochi giorni fa il settimanale "Oggi" rilanciava la notizia titolando: "L'aereo fantasma di Los Roques, il giallo è vicino alla soluzione: fu dirottato dai narcos", scrivendo: "Il sospetto dei familiari (...) è che il velivolo non sia in realtà precipitato, ma che sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l'avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Negli ultimi 15 anni, infatti, in Venezuela sono scomparsi più di 30 aerei, molti dei quali dirottati appunto dai signori della droga". Il settimanale rilancia poi confermando che "i dialoghi tra il velivolo e la torre di controllo" attesterebbero che a bordo dell'aereo scomparso mentre si dirigeva a Los Roques nel 2008 c'erano 4 persone in più a bordo, forse proprio i dirottatori, e scrive: "«I venezuelani hanno sempre cercato l'aereo nel posto sbagliato, ad almeno 4 miglia di distanza dalla zona corretta», rivela a Oggi il comandante Mario Pica, ex pilota dell'Aeronautica militare e consulente delle famiglie degli otto italiani dispersi nell'incidente. «La ricerca in mare dei resti dell'aereo scomparso a Los Roques (che finalmente riparte dopo un accordo con la Farnesina) è un'operazione decisiva. Se non lo troviamo, vuol dire che non è mai precipitato e dovremo cercarlo altrove»".

Il 29 gennaio è infatti in programma la partenza di una delegazione italiana che a bordo di una unità navale scandaglierà il fondo del mare nella zona dove potrebbe essere caduto l'aereo. Delegazione che potrebbe ampliare il suo raggio d'azione, a meno di ulteriori risvolti, dopo la notizia della terza scomparsa di un aereo partito da Los Roques, avvenuta esattamente 5 anni dopo quella del bimotore turboelica Let L 410. Da ieri, 4 gennaio 2013, si sono infatti perse le tracce del bimotore Norman BN2 di colore bianco e fabbricato in Gran Bretagna, immatricolato nel 1968 con sigla YV2615, con sei persone a bordo, di cui quattro italiani. L'aereo ha avuto l'ultimo contatto radio con la torre di controllo quando si trovava a circa 10 miglia da Los Roques, in volo verso aeroporto Simon Bolivar di Maiquetia di Caracas. Tra i quattro italiani anche il figlio maggiore dello stilista Ottavio Missoni, Vittorio Missoni, la moglie Maurizia Castiglioni e due amici della coppia, Elda Scalvenzi e Guido Foresti. Oltre a loro il pilota German Merchan e il copilota Juan Fernandez. Inizialmente dovevano salire a bordo anche il fratello di Elda Scalvenzi, Giuseppe, e la moglie, Rosa Apostoli, rimasti a terra sembra perché non c'era abbastanza posto sul veivolo. A Sumirago, in provincia di Varese, dove vivono e ha sede l'azienda dei Missoni, la famiglia mantiene il massimo riserbo mentre il fratello dello scomparso, Luca, da New York si sta dirigendo verso Caracas. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha chiesto al governo venezuelano "massimo impegno".

In tutto, quindi, dal 1997 ad oggi, sulla tratta "maledetta" Caracas - Los Roques sono scomparsi nel nulla ben 14 italiani.

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