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Jet ipersonico: nuova arma USA persa in mare. Pentagono fuori di test

Falcon HTV-2 è un "HTV" (Hypersonic Technology Vehicle) ma soprattutto un "HWS" (Hypersonic Weapon System) cioè un'arma "ipersonica" che può colpire qualsiasi obiettivo sulla terra in un'ora. Manco si riesce a riattaccare il telefono che potrebbe caderti in testa. Ma l'esperimento è per ora fallito.

Mentre gli Stati Uniti d'America sono immersi in una profonda crisi economica (ed esistenziale) così come l'Europa, mentre nel Corno D'Africa stanno morendo di fame circa 12 milioni di persone, mentre la crisi dei reattori nucleari di Fukushima in Giappone è lungi dall'essere risolta, i militari non perdono tempo nel sognare un'arma "ipersonica" che possa, nel giro di un'ora, sganciare un carico utile (quindi un bell'ordigno nucleare) in qualsiasi parte del globo. Un'idea molto interessante per accelerare la fine del mondo e sostenuta dalle tasse dei cittadini, in questo caso statunitensi. E anche il tempismo è buono, visto che è appena passato il 66esimo anno dall'orrendo, abominevole e inumano sgancio della bomba atomica su Hiroshima. Con l'amministrazione Obama, invece di andare verso un futuro di pace (lui è Nobel per questo particolare aspetto), di prosperità e speranze "verdi", si continua nella politica reganiana dello "scudo stellare" e nell'ossessione, freudiana, di avere l'arma più grossa e più "lunga" (nella gittata) a disposizione. Cronaca di questi giorni, passata con la stessa indifferenza e modus explicandi di una nuova ricetta della banana split, è il secondo fallimento di una specie di "Space Shuttle" che parte come un razzo e "atterra" (si fa per dire) in picchiata verso terra alla velocità smodata (nel senso di "Balle Spaziali" di Mel Brooks) a Mach 20, cioè venti volte la velocità del suono. Il "modulo" costruito dalla "misteriosa" DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency ) e dalla United States Air Force si chiama "Falcon HTV-2" e conserva un nome d'altri tempi, visto che il suo pedigree risale al 1957, in piena guerra fredda, quando il "sogno" di chiamava X-20 Dyna-Soar. Il nome chiaramente, è un acronimo, come vuole la criptica moda militare, che ricorda, non a caso, le ridicole sigle e i cognomi "nomen omen" usati nel film di Stanley Kubrick "Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba" e il suo prezioso riadattamento a forma di romanzo della sceneggiatura di Kubrick, Peter George e Terry Southern (del romanzo Red Alert dello stesso Peter George). "Falcon" infatti significa "Force Application and Launch from CONtinental e "HTV" è acronimo di "Hypersonic Technology Vehicle 2" prototipo per sviluppare una "HWS" cioè una "Hypersonic Weapon System" e anche, più pacificamente, ad uso dei contribuenti meno guerrafondai, un "HCV" ovvero un "Hypersonic Cruise Vehicle" che promette uno scomodo e ridicolo viaggio da Londra-Sydney in un'ora. Ecco il motivo per cui nel mondo il Falcon HTV-2 si chiama anche "jet ipersonico" o "jet supersonico" (ma ovviamente, date le velocità, l'aggettivo supersonico è troppo "lento" ed inappropriato). Viaggiare in un' ora come un "teletrasporto meccanico" da un capo all'altro del mondo non è ovviamente il sogno del Pentagono, dato che il "modulo" ipersonico è capace di trasportare solo 2.500 Kg, pochini per un aereo "commerciale" ma giusti giusti per delle testate nucleari. Il Falcon HTV-2 costato circa 320 milioni di dollari è partito dalla base di Vandenberg in California spinto dal razzo Minotaur IV (conosciuto anche come "Peacekeeper SLV", cioè "custode della pace") e, a quanto si sa, è arrivato nella "parte alta dell'atmosfera" per poi essere "sganciato". Il Falcon ha cominciato a cadere in picchiata e poi, come per il precedente prototipo (lanciato il 22 Aprile 2010) il contatto "è stato perso", facendo sparire dai monitor militari il preziosissimo test del "jet ipersonico". Il fatto curioso è che sia il primo che il secondo prototipo del Falcon HTV-2 sembra abbia "interrotto" le comunicazioni dopo circa nove minuti di volo dei trenta previsti. Pare che il nuovo-vecchio gioiello dell'aviazione americana sia sprofondato nell'Oceano Pacifico. Per alcuni analisti lo stesso progetto Falcon potrebbe fare la stessa fine, o almeno ridimensionarsi, per tornare, sicuramente, prima o poi in auge. Rileggere "Il Dottor Stranamore" è poi la dichiarazione del colonnello Chris Schulz direttore di programma per la Darpa, fa un certo effetto. Dice Shulz, sfoggiando un understatement da manuale: "sappiamo come portare il velivolo ad una velocità ipersonica nell'atmosfera. Non sappiamo ancora come ottenere il voluto controllo durante la fase aerodinamica del volo".

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