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Egitto, aereo russo schiantato nel Sinai: 224 morti. Ritrovate le due scatole nere

Un aereo russo diretto a San Pietroburgo si è schiantato nel Sinai poco dopo il decollo da Sharm el-Sheikh (Egitto). Tutte morte le 224 persone a bordo, tra cui almeno 27 bambini. Lo Stato Islamico sostiene che non è stato un incidente aereo ma un attentato, ma i serivizi segreti egiziani e russi negano questa versione. Ritrovate le due scatole nere.

Un volo charter russo con a bordo 224 persone tra passeggeri (di cui almeno 27 bambini) e membri dell'equipaggio si è schiantato poco dopo il decollo. L'aereo era partito da Sharm el-Sheikh, località turistica dell'Egitto, e diretto a San Pietroburgo (Russia). Sia le autorità russe che egiziane hanno confermato che non ci sarebbero superstiti. L'aereo, un Airbus A321 vecchio di 18 anni, è scomparso dagli schermi radar circa 25 minuti dopo il decollo. Stando ai media egiziani, il pilota poco prima dello schianto aveva comunicato via radio che l'aereo aveva problemi tecnici e che aveva bisogno di effettuare un atterraggio di emergenza. Prima di scomparire dai radar, l'aereo apparentemente stava cercando di atterrare presso l'aeroporto di Al-Arish, nel nord del Sinai. L'aereo volava a circa 31.000 piedi quando ha cominciato a scendere. Poi lo schianto in una una zona montuosa a sud della città di Al-Arish. Il sito internet Flightradar24, che tiene traccia del traffico aereo in tutto il mondo, rivela che l'aereo stava scendendo a una velocità di circa 6.000 piedi al minuto appena prima della sua scomparsa dai radar. Alcuni testimoni oculari avrebbero riferito di aver visto un motore dell'aereo in fiamme. L'aereo operava per Kolavia ma volava sotto il nome Metrojet. La compagnia aerea ha rilasciato una dichiarazione assicurando che non vi era stato alcun errore umano attribuibile ai piloti e che l'aereo era in buone condizioni.

Gli aerei militari egiziani hanno individuato il relitto dell'Airbus in una zona montagnosa del Sinai. Stando ad alcune indiscrezioni stampa dei media egiziani, il relitto dell'aereo sarebbe spezzato in due, e alcuni passeggeri a bordo sono morti con ancora le cinture di sicurezza allacciate. Le persone a bordo erano tutte di origine russa e la maggior parte della regione di San Pietroburgo, ad eccezione di tre passeggeri provenienti dall'Ucraina e uno dalla Bielorussia. Qualche ora dopo, una frangia della Stato Islamico che opera nella penisola del Sinai ha sostenuto che non si trattava di un incidente aereo ma di un attentato, da loro rivendicato. Il Sinai Province of the Islamic State ha affermato che l'aereo è stato abbattuto "in rappresaglia per le azioni militari della Russia in Siria". Maxim Sokolov, il ministro russo dei Trasporti, ha però poco dopo chiarito che tale rivendicazione "non può essere considerata credibile", spiegando che "al momento non esiste alcuna informazione che possa far pensare ad un attentato". Sokolov ha comunque precisato che la causa che ha portato allo schianto dell'Airbus è ancora da appurare. Il presidente russo Vladimir Putin ha disposto l'apertura di una commissione statale per investigare sull'incidente. Putin, inoltre, ha proclamato per domenica 1 novembre un giorno di lutto per le vittime, e tutti i programmi di intrattenimento sulla televisione russa sono stati cancellati. Finché la situazione non sarà comunque chiarita, Air France e Lufthansa hanno comunicato che avrebbero evitato precauzionalmente di far volare i loro aerei sopra la penisola del Sinai. Il governo egiziano non ha comunque chiuso lo spazio aereo sopra la penisola del Sinai. In Egitto è stata aperta un'indagine penale. Il canale televisivo Al Jazeera ha riferito, citando fonti dei servizi di sicurezza egiziani, che le due scatole nere dell'aereo sono state ritrovate.

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