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Aereo russo Sinai, USA: una bomba a bordo. Londra blocca voli per Sharm el-Sheikh

Gli 007 statunitensi ipotizzano che a bordo dell'aereo russo caduto nel Sinai c'era una bomba, conclusioni a cui sono giunti non in base a prove forensi ma da intercettazioni tra i miliziani dei gruppi affiliati allo Stato Islamico. La Russia, infatti, precisa che "per il momento non esistono motivi per ritenere una versione più probabile di un'altra". Nonostante questo, la Gran Bretagna ha sospeso tutti i voli da e per Sharm el-Sheikh.

Dopo giorni di incertezze, sembra prendere sempre più corpo la possibilità che a causare la tragedia dell'Airbus A321, l'aereo russo schiantatosi nel Sinai, sia stata una bomba piazzata a bordo dallo Stato Islamico. Alcuni rapporti dell'intelligence statunitense, infatti, indicano la presenza di un ordigno esplosivo a bordo del charter russo che avrebbe causato la rottura dell'aereo quando ancora in volo. Il Ministro degli esteri britannico Philip Hammond questa mattina ha infatti dichiarato che vi è la "significativa possibilità che l'aereo russo sia stato abbattuto da un ordigno esplosivo a bordo". L'ufficio del primo ministro britannico David Cameron precisa: "Poiché l'indagine è ancora in corso, non si può affermare categoricamente perché il jet russo si è schiantato. - aggiungendo - Ma, in base alle informazioni venute alla luce, emerge sempre di più la preoccupazione che l'aereo possa essere stato abbattuto da un ordigno esplosivo".

Alcuni funzionari degli Stati Uniti chiariscono inoltre che è ancora troppo presto per concludere che è stato sicuramente l'ISIS a piazzare la bomba, sottolineando che il guasto meccanico rimane tra le possibili cause del disastro aereo che ha causato la morte di 224 persone. Gli stessi funzionari americani aggiungono quindi che finora non è stata raggiunta nessuna conclusione formale e che queste dichiarazioni non derivano dall'osservazione di prove forensi emerse nel corso dell'indagine. In sostanza, gli 007 stelle e strisce ipotizzano l'attentato terroristico in base ad alcune intercettazioni. In particolare, ad essere monitorati sono i militanti dei gruppi affiliati all'ISIS nel Sinai, che in questi anni hanno ingaggiato diversi scontri nella regione con le forze di sicurezza egiziane. Il gruppo affiliato all'ISIS nel Sinai era originariamente conosciuto con il nome di Ansar Bait al-Maqdis, classificata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera solo poco tempo fa, nell'aprile del 2014. Dopo lo schianto dell'aereo russo, avvenuto sabato 31 ottobre, il gruppo della Provincia del Sinai affiliato all'ISIS ha sostenuto che il disastro non era stato provocato da un incidente ma da un attentato. Sia gli Stati Uniti che la Russia hanno però immediatamente bollato questa rivendicazione come falsa.

Nonostante quindi non ci siano evidenze sulla presenza di una bomba a bordo dell'aereo, la Gran Bretagna ha deciso di bloccare per precauzione a Sharm el-Sheikh, località turistica dell'Egitto da cui era partito il veivolo russo, tutti i turisti inglesi, sconsigliando le partenze a tutti gli altri. "Non permetteremo a qualsiasi aeromobile inglese di decollare da Sharm el-Sheikh finché non saremo assolutamente certi che sia sicuro per poterlo fare" chiarisce Hammond. Oltre all'Inghilterra, anche l'Irlanda ha sospeso tutti i voli da e per Sharm el-Sheikh, fino a nuovo avviso. Intanto, i media locali riferiscono che tre alti ufficiali dell'aeroporto egiziano, compreso il capo della sicurezza, sarebbero stati licenziati. Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry si è invece detto "un po' sorpreso" dalla decisione britannica, così come lo è per esempio la giornalista inglese Christiane Amanpour che dalla CNN riflette: "Penso che sia un po' prematuro fare dichiarazioni relative a quello che potrebbe o non potrebbe essere accaduto al velivolo prima che l'indagine sia stata completata e prima che sia stata accertata una causa definitiva per questo incidente". Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, pur sottolineando che "nessuna ipotesi può essere esclusa" ha osservato che "per il momento non esistono motivi per ritenere una versione più probabile di un'altra". "Solo gli investigatori possono rivelare ciò che è successo" prosegue Peskov, aggiungendo: "Finora non ho sentito alcuna dichiarazione da parte degli investigatori. Eventuali altre congetture hanno la natura di informazioni non verificate o speculazioni. Se ci sono alcuni dati più significativi ci auguriamo che questi dati, non importa chi li possieda, vengano messi a disposizione degli inquirenti".

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