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Aereo precipitato in Francia: perché nessun allarme con cellulare?

Il New York Times riporta i primi dati estratti da una scatola nera dell'aereo precipitato in Francia, rivelando che uno dei due piloti sarebbe rimasto fuori dalla cabina ed avrebbe comunicato a bussare per farsi aprire senza ottenere risposta. Nonostante questo, e la lenta discesa che ha portato l'aereo a schiantarsi sulle nontagne francese, nessuno delle altre 149 persone a bordo ha lanciato un allarme, nemmeno con il telefono cellulare.

La prima scatola nera ritrovata dell'aereo precipitato in Francia, l'Airbus A320 della Germanwings controllata dalla Lufthansa, avrebbe fornito le prime indicazioni sulle possibili cause dell'incidente. L'analisi è stata condotta sulla scatola nera chiamata CVR (Cockpit Voice Recorder), quella cioè che registra i suoni. Ritrovata anche la seconda scatola nera, la FDR (Flight Data Recorder), che registra i dati di volo, ma non è ancora chiaro se sarà possibile estrarne i dati. Stando ad indiscrezioni riportate dal New York Times, la scatola nera CVR avrebbe indicato che uno dei due piloti dell'Airbus A320 della Germanwings ha lasciato la cabina prima che iniziasse la lenta discesa dell'aereo, senza più riuscire a rientrarvi. Un funzionario militare francese coinvolto nell'inchiesta ha descritto una conversazione "molto pacata, molto tranquilla" tra i due piloti durante la prima parte del volo da Barcellona (Spagna) a Dússeldorf (Germania). Poi, per motivi ancora da chiarire, un pilota sarebbe uscito dalla cabina e non sarebbe più riuscito ad entrare. Il pilota rimasto fuori "bussa leggermente alla porta, senza ottenere risposta" spiega la fonte del New York Times, poi "bussa sempre più forte" ma senza, ugualmente, ottenere risposta. La scatola nera rivelerebbe quindi che il pilota rimasto fuori "tenta di scardinare la porta dal basso". La fonte del New York Times ammette comunque: "Non sappiamo ancora il motivo per cui uno dei piloti sia uscito". Una procedura, quindi, apparentemente non normale. La fonte quindi sottolinea: "Ciò che è certo è che alla fine del volo, l'altro pilota è solo e non apre la porta". La ricostruzione dell'audio, comunque, potrebbe non essere ancora completa.

In circa 10 minuti, l'aereo è sceso di circa 38mila piedi. Nonostante la discesa sia stata graduale, è improbabile che nessuno dei passeggeri non si sia, ad un certo punto, allarmato (vedendo ad esempio sempre più vicine le montagne). Alle ore 10:40 e 47 secondi, l'aereo ha infatti registrato la sua ultima posizione radar, ad un'altitudine di 6.175 piedi (circa 1800 metri). Ma l'allarme dei 144 passeggeri sarebbe potuto scattare anche quando a bordo dell'aereo si sarebbero cominciati a sentire i colpi alla porta della cabina di pilotaggio. Invece, in nessun momento durante la lenta discesa dell'aereo c'è stata alcuna comunicazione diretta ai controllori del traffico aereo o qualsiasi altro segnale che indicasse una situazione di emergenza. Neanche un tentativo di chiamata da un cellulare da parte di uno dei 144 passeggeri. Perché? Tra le teorie che sono state avanzate da alcuni analisti della sicurezza aerea non coinvolti nell'inchiesta c'è la possibilità che un pilota sia rimasto inabile a causa di un evento improvviso, come un incendio o un calo di pressione in cabina. Possibile. Ma se il pilota, magari svenuto, fosse rimasto chiuso in cabida da solo, non è pensabile che gli altri 5 membri dell'equipaggio avrebbero fatto di tutto per lanciare un allarme?

Il New York Times evidenzia che "un alto funzionario francese coinvolto nelle indagini, che ha parlato a condizione di rimanere anonimo, ha detto che la mancanza di comunicazione dei piloti durante la discesa dell'aereo rimane inquietante, e che la possibilità che il loro silenzio fosse intenzionale, non poteva essere esclusa". "Finora, non abbiamo alcuna prova che punta chiaramente ad una spiegazione tecnica. - ha spiegato il funzionario - Quindi dobbiamo considerare l'eventualità che ci sia una responsabilità umana intenzionale". In sostanza, la colpa del disastro aereo potrebbe ricadere su un unico pilota. Ciò comunque non spiega ancora perché nessuno delle altre 149 persone a bordo abbia lanciato un allarme almeno con un telefono cellulare, visto che l'aereo volava sopra la Francia e non in mezzo all'Oceano, dove forse è diù difficile agganciare una linea. Anche per questo, non dovrebbe essere esclusa la pista di un incidente provocata dalla cosiddetta sindrome aerotossica, che già in passato ha lasciato equipaggio e passeggeri in una "condizione da zombie", salvati solo dal pronto utilizzo delle maschere d'ossigeno.

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