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Aereo caduto in Francia "più o meno costantemente"

Dalle prime analisi della seconda scatola nera (FDR) dell'aereo caduto in Francia martedì 24 marzo si capirebbe che il copilota Andreas Lubitz ha impostato il pilota automatico per far scendere il velivolo fino ad una "altitudine di 30 metri" modificando più volte le impostazioni "per aumentare la velocità di discesa dell'aereo". Eppure, finora, sembrava accertato che l'aereo era sceso a circa "1 km al minuto ad velocità costante".

Dai resti dell'Airbus A320 della Germanwings è stata trovata la seconda scatola nera, o più probabilmente quella scheda di memoria che si era "staccata" dall'involucro del dispositivo che registra tutti i parametri di volo, come aveva rivelato subito dopo l'incidente aereo il presidente francese Francois Hollande. Oggi, 3 aprile, in un comunicato il Bureau d'Enquêtes et d'Analyses pour la Sécurité de l'Aviation Civile (BEA) ha spiegato che la scatola nera FDR (Flight Data Recorder) è stata consegnata all'agenzia nella serata di ieri. Il BEA anticipa però che già da "una prima lettura della scatola nera" si può comprendere che il copilota Andreas Lubitz, accusato di aver voluto "distruggere l'aereo" come affermato dal procuratore di Marsiglia, ha inserito il pilota automatico impostando una modalità che avrebbe fatto scendere l'aereo fino ad una "altitudine di 30 metri". L'autorità francese di investigazione e sicurezza dell'aviazione francese aggiunge anche che Lubitz ha "più volte durante la discesa, modificato l'impostazione del pilota automatico, per aumentare la velocità di discesa dell'aereo". Stando a queste ultime informazioni, quindi, l'aereo caduto in Francia martedì 24 marzo non sarebbe più sceso a circa "1 km al minuto ad velocità costante", come invece rilevato dalla rete amatoriale Flightradar. Una ennesima discrepanza collegata ad una vicenda che, stando agli ultimi sviluppi investigativi supportati da presunte rivelazioni di alcuni media mainstream, vorrebbe unico responsabile un copilota "con manie suicide", stato mentale accertato da decine di certificati medici che però non gli hanno mai impedito di entrate in una cabina di comando e usare il brevetto di volo.

Tra le varie stranezze, anche il fatto che inizialmente la Lufthansa aveva negato (era il 27 marzo) di essere mai stata a conoscenza dei problemi psicologici e di salute di Andreas Lubitz mentre in seguito (il 31 marzo) rivela di essere stata informata che nel 2009 il copilota aveva sperimentato "una grave depressione" durante il corso di formazione. Il 25 marzo, però, la Lufthansa aveva anche assicurato che l'Airbus a320, vecchio di 25 anni e che era rimasto a terra 24 ore prima dell'incidente aereo per un problema tecnico al "Nose Landing door" (il portello anteriore del carrello), era anche "tecnicamente perfetto". Talmente "perfetto" che sulle montagne francesi sono rimasti resti dell'aereo non più grandi di un metro, e nessun corpo da identificare se non tramite l'analisi del DNA. Infine, rimane il punto interrogativo sul caccia dell'aeronautica francese che è stato allertato pochi minuti prima dello schianto per cercare di raggiungere l'Airbus A320 della Germanwings e capire il perché di quell'inspiegabile silenzio radio. Ancora non si comprende, infatti, perché né il comandante né i quattro assistenti di volo rimasti fuori dalla cabina di pilotaggio non abbiano avvisato la torre di controllo di quanto stava succedendo utilizzando il telefono satellitare probabilmente a bordo. Paris Match e Bild affermano poi di aver visionato un video tratto da uno dei cellulari dei passeggeri trovato tra i resti dell'aereo (incredibilmente più resistente di una scatola nera). Le procure che indagano sul caso dell'incidente all'Airbus A320 della Germanwings, invece, smentiscono che esiste questo tipo di documento agli atti dell'inchiesta. Fatto sta, comunque, che persino i 144 passeggeri sono stati in una sorta di silenzio radio visto che nessuno, mentre l'aereo perdeva più o meno costantemente quota, ha provato a mettersi in contatto attraverso il cellulare con familiare e amici. Eppure, sull'aereo ci sarebbe stato il panico prima dello schianto, e questo nonostante la versione ufficale della procura di Marsiglia assicura che i passeggeri si sarebbero accorti che stavano precipitando solo quando ormai troppo tardi.

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