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Aereo Germanwings caduto: ma dov'è la seconda scatola nera?

Il pubblico ministero di Dusseldorf rivela che Andreas Lubitz, il copilota accusato di aver fatto schiantare volontariamente l'aereo della Germanwings sulle montagne della Francia, aveva "mantenuto segreta" una malattia, non specificando però se fisica oppure mentale. Ma rimangono ancora dubbi sulla dinamica dell'incidente, che potrà essere chiarita solo dopo che verrà recuperata la seconda scatola nera, quella che registra tutti i parametri di volo e le eventuali anomalie.

Andreas Lubitz, il copilota accusato di aver fatto schiantare volontariamente l'Airubs A320 della Germanwings sulle montagne francesi, aveva una malattia che avrebbe tenuto nascosta al suo datore di lavoro. A sostenerlo è il pubblico ministero di Dússeldorf, che sta svolgendo indagini parallele a quelle della Procura di Marsiglia. All'origine del disastro aereo, che se fosse stato causato da un qualsiasi problema tecnico avrebbe causato non poche perdite alla Lufthansa, ci sarebbe stata una "malattia", con la stampa mainstream che lascia intendere che Andreas Lubitz possa aver sofferto di depressione. Il pubblico ministero di Dússeldorf rivela infatti che tra i documenti trovati nella casa di Andreas Lubitz ci sarebbero anche quelli che "indicano una malattia in corso nonché adeguate cure mediche". Il procuratore tedesco, però, non ha precisato quale tipo di malattia fosse, se fisica o mentale. Gli investigatori, inoltre, hanno trovato anche dei "fogli strappati" di "recenti note mediche di congedo" una delle quali" risalente proprio al giorno dell'incidente aereo, martedì 24 marzo. Il procuratore aggiunge quindi che tali informazioni portano alla "conclusione preliminare" che il copilota abbia "mantenuto segreta la sua malattia al suo datore di lavoro e nel suo ambiente professionale".

Andreas Lubitz, quindi, stando a queste ultimi ricostruzioni, avrebbe per un raptus deciso di "distruggere l'aereo" su cui viaggiavano 150 persone, come afferma il procuratore di Marsiglia. Potrebbe essere infatti difficile sostenere che l'azione del copilota sia stata premeditata, visto che il comandante, stando all'audio della scatola nera CVR, avrebbe spontaneamente deciso di lasciare la cabina, si ipotizza per andare in bagno. Da sottolineare che per il regolamento i due piloti devono rimanere sempre in cabina, salvo casi di estrema necessità (tra cui quelli fisiologici). Anche l'Airline Pilots Association sottolinea che "non dobbiamo correre a conclusioni basate su dati limitati. I motivi che hanno portato a questo tragico incidente saranno determinate solo dopo che tutte le fonti di dati saranno state accuratamente esaminate". E finora, manca all'appello proprio la scatola nera più importante, la FDR (Flight Data Recorder), quella che registra tutti i parametri di volo e le eventuali anomalie. Francois Hollande avrebbe detto che la cassa del registratore dei dati di volo era stata trovata tra le macerie sparse dell'aereo caduto in Francia, ma che mancava la scheda di memoria, proprio quella che contiene le informazioni e quindi può svelare il mistero dell'Airbus A320 della Germanwings. Per esempio, senza la seconda scatola nera, non è possibile sapere se il comandante abbia inserito o meno il codice per cercare di tornare in cabina di pilotaggio, oppure abbia solo bussato alla porta per farsi aprire.

Stando ai dati audio della prima scatola nera, quella che registra solo i suoni nonché l'unica in mano agli investigatori, Andreas Lubitz aveva un respiro normale fino all'ultimo secondo prima dello schianto. Possibile che durante quegli 8 minuti di follia il copilota fosse così freddo da non avere nemmeno un sussulto, che non abbia detto nemmeno una parola? Potrebbe invece Andreas Lubitz essere svenuto, magari dopo aver avuto un qualche tipo di malore che lo ha portato a modificare la rotta dell'aereo? Senza la seconda scatola nera, però, si può solo ipotizzare che sia stato Andreas Lubitz a disinserire il pilota automatico. Non è chiaro, inoltre, durante quegli 8 minuti di discesa cosa abbiano fatto gli assistenti di volo, se non che hanno provato a chiamare Andreas Lubitz senza ottenere alcuna risposta. Stando alle ricostruzioni del procuratore di Marsiglia, i passeggeri avrebbero cominciato ad urlare solo gli ultimi secondi prima dell'impatto. Di conseguenza, gli assistenti di volo non avrebbero avvertito i passeggeri del pericolo. Ma gli assistenti di volo, ne erano coscienti? Possibile che in 8 minuti di lenta ed inesorabile discesa nessuno delle 149 persone a bordo abbia tentato di chiamare o mandare un SMS prima dello schianto? Possibile che i 144 passeggeri si siano resi conto che stavano per morire solo quando ormai mancavano pochi metri da terra? Nessuno di loro ha visto, dal finestrino, l'anomala discesa? Perché? Se si volesse abbandonare per un momento la pista della strage suicida portata avanti da un'unica persona, non è possibile ipotizzare che per qualche motivo a bordo possa essere successo qualcosa che magari ha "intontito" tutte le persone, alcune delle quali forse ridotte a una "condizione da zombie"?

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