le notizie che fanno testo, dal 2010

Referendum acqua e nucleare: Napolitano impedisca la truffa, non firmi

"Non era mai accaduto nella storia della Repubblica italiana che si rubasse con queste modalità il diritto degli italiani di esprimersi democraticamente contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua" afferma Bonelli dei Verdi, tanto che Di Pietro chiede a Napolitano di "impedire questa ultima e fatale degenerazione".

"Non era mai accaduto nella storia della Repubblica italiana che si rubasse con queste modalità il diritto degli italiani di esprimersi democraticamente contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua, due questioni fondamentali per il futuro del Paese". Con queste poche parole il leader dei Verdi Angelo Bonelli sembra racchiudere il pensiero di molti italiani, almeno di quelli che nei mesi passati hanno firmato per poter finalmente decidere, come Costituzione vuole, su temi tanto delicati quanto importanti. Il prossimo 12 e 13 giugno, infatti, milioni di italiani erano pronti per andare a votare il referendum sul nucleare, sulla privatizzazione dell'acqua e sul legittimo impedimento, e questa volta il quorum è probabile che, dopo tanti anni, sarebbe stato raggiunto. Un quorum che "fa paura a Berlusconi", come afferma Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. E così, "dopo il nucleare l'acqua - continua Di Pietro sul suo blog - L'appetito viene mangiando e visto che nessuno, tranne noi dell'Idv, ha protestato più di tanto per lo scippo del referendum sul nucleare, quelli che stanno al governo si sono detti: 'Perché fermarsi qui?' ". Paolo Romani, infatti, annuncia che su "un tema, di grande rilevanza" come quello dell'acqua "sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo". Eppure qualcuno potrebbe sottolineare come almeno in questo caso i cittadini non sarebbero andati a votare presi dell' "emozione", come molti esponenti del governo hanno sostenuto potesse essere il voto referendario sul nucleare.
Angelo Bonelli sottolinea come "il governo dimostra di essere condizionato dalle lobby economiche e di avere paura dei referendum. Acqua e nucleare hanno un valore di oltre 100 miliardi di euro che le grandi multinazionali dell'energia e dell'acqua intendono spartirsi prelevandoli dalle tasche dei cittadini" mentre per Antonio Di Pietro "stanno per inventarsi un trucchetto per evitare il referendum sull'acqua senza nemmeno pagare dazio, cioè senza rinunciare a privatizzarla. Come hanno fatto per il nucleare. Tutto pur di evitare che sia superato il quorum sul referendum che fa paura a Berlusconi: quello su di lui e sulle sue leggi per restare impunito. Ogni giorno di più si capisce che questo governo, pur di fermare i processi che vedono Berlusconi imputato, è pronto davvero a tutto".
E se Bonelli ricorda come i referendum siano "l'unico strumento di democrazia e ora vengono inibiti con un atto spregiudicato nei confronti dei cittadini e della Costituzione" e ancora una volta Di Pietro a rivolgersi al Capo dello Stato.
Il leader dell'IdV chiede a Giorgio Napolitano "di impedire questa ultima e fatale degenerazione, non firmando la legge sul nucleare" spiegando che "se la truffa del governo sul nucleare passerà, anche gli ultimi freni saranno spazzati via e non ci saranno più limiti per le forzature di questo governo. La prossima servirà a cancellare il referendum sull'acqua pubblica. Quella dopo, sarà l'ennesima legge ad personam. E non sarà certo l'ultima".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: