le notizie che fanno testo, dal 2010

Ibrahimovic: per Mourinho avrei ucciso, ora c'è il Milan

Zlatan Ibrahimovic racconta durante un'intervista i motivi per i quali José Mourinho rimane l'uomo che ha cambiato la sua vita calcistica, e anche i problemi nati invece con Guardiola. Poi un passaggio sul Milan, che gli ha promesso un grande progetto.

"Per Mourinho avrei ucciso". Continuano le dimostrazioni d'affetto di Zlatan Ibrahimovic verso il suo ex allenatore all'Inter. Questa volta, in un'intervista rilasciata al canale televisivo "Eurosport" (puntata di "Eurogoals One to One" che andrà in onda lunedì prossimo), il centravanti del Milan dichiara a cuore aperto i motivi per i quali José Mourinho rimane l'uomo che ha cambiato la sua vita calcistica: "Per le motivazioni che mi ha dato, per come mi ha stimolato. Se non hai qualcuno che ti motiva, non sei portato a lottare ed è per questo che esistono gli allenatori". Dopo le parole di elogio per lo "Special One", non possono mancare le critiche per l'altro suo ex tecnico, al Barcellona. Pep Guardiola, secondo Ibra, perde nettamente il confronto con Mourinho, proprio perché incapace di dare gli stimoli giusti ai giocatori. "Con Guardiola c'era il calcio ma un allenatore deve adattare il suo gioco ai calciatori che ha, specie se ne ha comprato uno per 70 milioni di euro. E se l'ha comprato non l'ha comprato per lasciarlo a guardare gli uccellini sugli alberi". Poi continua: "Nel Barcellona ho capito come nel calcio le cose possono cambiare velocemente. Il mio problema lì è stato un uomo, più precisamente 'il filosofo' - ha proseguito Ibrahimovic riferendosi a Guardiola - Io non avevo problemi con nessuno, non c'e' nessuno che può dire che ho fatto qualcosa di male e nei primi sei mesi era tutto eccezionale, andava tutto molto bene ma poi è successo qualcosa anche se non so che cosa. Sto ancora aspettando una risposta ma fatto sta che dopo i primi due mesi del 2010 non mi ha parlato più".
Ibrahimovic infine si sofferma sulla scelta del Milan e su ciò che è cambiato dalla sua passata esperienza all'Inter: "Non posso parlare male dell'Inter perché lì ho vissuto momenti fantastici ma storicamente credo che il Milan sia un club più importante. Quando sono arrivato qui mi è stato presentato un progetto che ruota attorno a me e mi sono state fatte promesse su cose su cui si sta lavorando. E' un progetto che sta crescendo e credo che il prossimo sarà l'anno giusto per lottare su tutti i fronti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: