le notizie che fanno testo, dal 2010

Youtube vs Telecinco 1 a 0 sul copyright

Telecinco ha perso la prima battaglia contro Youtube Spagna, ma non ha perso la guerra promettendo ricorsi. Ma non inganni il marketing, la battaglia è tra due colossi dove la vittoria dell'utente non corrisponde a quella del cittadino.

Telecinco ha perso la prima battaglia contro Youtube Spagna, ma non ha perso la guerra promettendo ricorsi.
Un giudice di Madrid ha infatti respinto le richieste di "rimozione" dei video coperti da copyright da parte di Telecinco nei confronti di Youtube, perché sostanzialmente Youtube non sarebbe obbligata a controllare i contenuti inviati dagli utenti, ma gli utenti (compresa Telecinco) avrebbero a disposizione gli strumenti per segnalare a Youtube l'eventuale violazione di copyright.
Entusiasmo per la sentenza da parte di Google che titola un intervento celebrativo sul suo blog "Una grande vittoria per Internet" e non "Una grande vittoria per Google" continuando con la sineddoche, cara a molte multinazionali, di confondere la parte con il tutto per cui quando si legge internet si pensa a Google. E non è così, speriamo.
Questa è una battaglia tra due colossi molto più simili di quanto si pensi che si battono su ciò che nel mondo è più redditizio e potente, il diritto d'autore, ovvero il diritto di rivelare o meno, di diffondere o censurare, di trasmettere o tenere legittimamente nel cassetto.
L'entusiasmo della vittoria di Google Buono che ha vinto contro il Broadcaster Cattivo controllato da Mediaset è ridicolo, perché la vittoria sul copyright non è postare una replica di casa Vianello su un portale video, ma la libertà di usare qualsiasi contenuto senza trarne profitto.
Quando c'è il profitto di mezzo e l'interesse economico di centinaia di miliardi di euro tutti hanno ragione e tutti hanno torto.
E quando nel blog di Google oggi si legge "Se i siti Internet dovessero monitorare tutti i video, foto e documenti prima di consentirne la pubblicazione, molti siti famosi - non solo Youtube, ma anche Facebook, Twitter, MySpace ed altri - sarebbero costretti a chiudere" o, come pensa qualcuno, costretti a rinunciare a molti dei propri profitti.
Meditate gente, meditate. Finche detenete il diritto d'autore dei vostri pensieri.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: