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Youtube e Facebook: diverse paure e i rischi per i ragazzi italiani

La ricerca EU Kids On Line, finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione Europea e presentata dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) evidenzia come Youtube e Facebook sono piattaforme che presentano, per i ragazzi italiani, due fonti di rischio, anche se completamente diverse.

Youtube e Facebook sono piattaforme che presentano, per i ragazzi italiani, due rischi completamente diversi. La ricerca EU Kids On Line, finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione Europea, ha intervistato i ragazzi di età compresa tra i 9-16 anni appartenenti a 25 paesi europei per compredere quali rischi percepiscono su internet. I dati riferiti al campione italiano sono stati presentati in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP), dai quali si evince che il 44% degli intervistati pensa che ci sono cose su internet che possono turbare i loro coetanei, anche se la media è più bassa rispetto a quella europea che si attesta al 55%, forse proprio a causa di quella "carente formazione ed informazione, da parte degli adulti di riferimento, su un corretto utilizzo del mezzo", come evidenzia il report "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" dell'Osservatorio SIP.

I ragazzi italiani associano in particolare le piattaforme di video-sharing a contenuti violenti o pornografici, e tra questi è il 48% che pensa a Youtube come fonte principale di rischio, contro la media europea del 32%. I ragazzi che citano le piattaforme di video-sharing raccontano di essere scioccati o turbati da immagini violente (76%) o pornografiche (47%). Solo il 9% degli intervistati associa i social network come fonte di rischio, in particolare Facebook, anche se in questo caso la paura è diversa, poiché i ragazzi italiani temono il bullismo e il sexting o l'adescamento. Lo studio evidenzia poi come il sentimento della paura è prevalente fra i bambini di 9-10 anni, mentre i ragazzi di 11-12 anni mostrano più spesso disgusto e fastidio, e gli adolescenti di 15-16 anni esprimono soprattutto fastidio. Lo studio "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" del SIP spiega infatti che "la fruizione sempre più massiccia di internet" spinge gli adolescenti "ad assumere comportamenti sempre più liberi e trasgressivi", e ciò quindi potrebbe portare ad una sorta di assuefazione anche rispetto ad immagini o comportamenti che dovrebbero invece far paura, e di conseguenza mettere in guardia.

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