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Youtube Play Guggenheim: escluso grande videoartista italiano

Nessun vincitore italiano alla "Playbiennial" di Youtube che si è svolta al museo Guggenheim di New York. Fatto paradossale visto che è globalmente risaputo che il più grande videoartista vivente appartiene al Bel Paese. Oppure che il Bel Paese appartiene al videoartista.

C'è una certa aria da anni '80 a New York, roba da Wall Street con Michael Douglas dei bei tempi, con facciate illuminate hitech e le guerre oltre confine che mietono decine di migliaia di morti ma non fanno rumore. Guerre che non si possono vedere e che è più comodo nascondere sotto un tappeto (sonoro e visto che ci siamo anche video).
Una sensazione di ipocrisia unica. Stavolta la "rivoluzione" mondiale della televisione, ovvero la videoregistrazione di massa immessa in una biblioteca censurata confusa di massa, cioé Youtube, viene consacrata per quello che è, una forma d'arte (scegliere il tipo di arte più adatta).
E così la facciata del museo Guggenheim di New York (progettato da Frank Lloyd Wright) diventa un gigantesco "videowall" dove si proiettano centinaia di video "artistici" inseriti nel portale: videoarte "dal basso" si dirà, per critici d'arte del terzo millennio (decadente).
Sembra quasi di vedere la bella critica d'arte Darien (Daryl Hannah) che soppesa i video mentre Carl Fox (Martin Sheen) non ne capisce il valore.
Il video digitale di Youtube diventa "democratico" in quanto fruibile da chiunque e la videoarte cosa comune visto che ben 23 mila partecipanti hanno potuto realizzarla (pensate che cosa significava fare video arte negli anni '80).
Di questi 23 mila partecipanti di 91 Paesi solamente 25 hanno potuto avere l'onore di essere mostrati nella loro "singolarità" al Guggenheim come opere di video arte per la due giorni partita il 21 ottobre.
Tutto l'ambaradan video digitale è chiaramente visibile su Youtube "Broadcast Yourself" (diventa anche tu videoartista) nel canale (http://www.youtube.com/user/playbiennial) Youtube Play dedicato alla "Playbiennial" in un trionfo di loghi di "play" in diretta dal Guggenheim.
Paradossalmente, pur vivendo per molti in una videocrazia, non ci sono vincitori italiani, forse perché il più grande videoartista italiano è già impegnato e affaccendato in altri ruoli.

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