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Yemen: ospedale di Medici Senza Frontiere bombardato come a Kunduz

Evidentemente gli ospedali funzionano come le calamite per i bombardamenti aerei "intelligenti". Medici Senza Frontiere denuncia il nuovo bombardamento su un suo opedale in Yemen, proprio come a Kunduz in Afghanistan.

Distruggere gli ospedali è una violazione del diritto internazionale umanitario e quindi un crimine di guerra, ma di questi tempi "sparare sulla croce rossa" sembra l'ultima moda dei raid aerei che, nelle varie guerre "per la pace", sorvolano il Medio Oriente. Lunedì sera è stato distrutto dai bombardamenti sullo Yemen guidati dall'Arabia Saudita il piccolo (ma strategico) ospedale di Haydan supportato da Medici Senza Frontiere. Ne dà notizia la stessa organizzazione umanitaria che comunica che i pazienti e il personale medico è riuscito a fuggire prima che gli attacchi si rafforzassero e continuassero per ben due ore. L'ospedale è quindi andato completamente distrutto e MSF sottolinea come almeno 200mila persone "non hanno più accesso a cure mediche salva vita". L'esistenza e la posizione dell'ospedale, come sempre in questi casi, era stata fornita al comando saudita che invia i bombardieri sullo Yemen.

Hassan Boucenine, capo missione di MSF in Yemen, assicura: "Le coordinate GPS dell'ospedale erano state regolarmente comunicate alla coalizione guidata dall'Arabia Saudita, e il tetto della struttura era chiaramente identificabile grazie al logo di MSF". Ma questo evidentemente non è bastato per salvare il piccolo ospedale che da maggio scorso ha il supporto di MSF e che ha assistito questa estate circa 3.400 pazienti, "con una media di 200 feriti di guerra al mese ricoverati al pronto soccorso", osserva l'organizzazione medica. "Lo Yemen è in una guerra a tutto campo, in cui la popolazione bloccata dalla parte sbagliata è considerata un obiettivo legittimo. - spiega Hassan Boucenine - Mercati, scuole, strade, ponti, camion che trasportano generi alimentari, campi sfollati e strutture sanitarie sono state bombardate e distrutte. E le prime vittime sono proprio i civili". Medici Senza Frontiere ha intenzione di ripristinare una nuova struttura sanitaria il prima possibile per garantire assistenza medica alla popolazione di Haydan.

Il bombardamento all'ospedale di MSF non può che riportare alla mente la tragedia che ha colpito l'organizzazione umanitaria a Kunduz in Afghanistan all'inizio di ottobre. Un "incidente" gravissimo che forse non ha riscosso l'attenzione mediatica (e lo sdegno dei cittadini del mondo) che meritava ma che per il generale John Campbell, comandante delle forze USA in Afghanistan, è servito per "proteggere forze alleate USA". Come scriveva il filosofo Ernest Kattens qualche anno fa "in un mondo in cui le bombe diventano sempre più intelligenti è venuto il momento che siano loro a lanciare gli esseri umani".

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