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Yemen: bombardato terzo ospedale MSF. Responsabile anche governo Renzi?

Bombardato nello Yemen il terzo ospedale di Medici Senza Frontiere, probabilmente dalle forze della coalizione guidata dall'Arabia Saudita. Ma diverse tonnellate di bombe e munizioni dirette all'Arabia Saudita perlomeno "transitano" in Italia nonostante lo vieti sia la legge italiana che la Posizione comune, atto del Consiglio dell'Unione europea. Da Riyad invece "importiamo" Rolex, che sembrano essere finiti al polso di Matteo Renzi.

E' il quarto ospedale di Medici Senza Frontiere che viene bombardato negli ultimi 3 mesi, il terzo nello Yemen. Agli inizi di ottobre un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz è stato bombardato dalle forze NATO a guida Stati Uniti, che operano in Afghanistan. Alla fine dello stesso mese, invece, è stato distrutto dai bombardamenti sullo Yemen guidati dall'Arabia Saudita l'ospedale di Haydan. A dicembre, invece, fu colpito sempre dalle forze della coalizione guidata dall'Arabia Saudita il centro di salute a Taiz. Nella mattinata di ieri, 10 gennaio, un altro ospedale supportato da MSF è stato bombardato nel nord dello Yemen causando almeno quattro morti e dieci feriti nonché il crollo di diversi edifici della struttura medica. Tre feriti sono dell'equipe di MSF di cui due in condizioni critiche. Ad essere colpito l'ospedale di Shiara nel distretto di Razeh, dove Medici Senza Frontiere sta lavorando da novembre 2015. L'ospedale di Shiara era già stato bombardato prima che MSF iniziasse a supportarlo e i servizi erano ridotti alle emergenze. In una nota l'organizzazione "non può confermare l'origine dell'attacco - precisando - Ma sono stati visti degli aeroplani volare sulla struttura proprio in quel momento. Almeno un missile è caduto vicino all'ospedale".

Dopo i tre precedenti raid, non è difficile ipotizzare che anche questo bombardamento possa essere stato portato avanti dall'Arabia Saudita, che utilizza armi che perlomeno "transitano" in Italia. Dal nostro Paese, infatti, partono diverse tonnellate di bombe e munizioni dirette all'Arabia Saudita e questo nonostante il punto 2 della Posizione comune, atto del Consiglio dell'Unione europea, vieta la vendita di armi "ai Paesi che non rispettano i più elementari diritti umani o dove ci sia il rischio che possano essere utilizzate per fini di repressione interna". "Si tratta di spedizioni rese possibili solo con l'autorizzazione del Governo" denunciava il 9 dicembre l'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa, domandandosi fino a quando l'esecutivo di Matteo Renzi "intende evitare le proprie responsabilità". L'OPAL chiede quindi al governo di spiegare "chi ha autorizzato le forniture e le recenti spedizioni di bombe dall'Italia all'Arabia Saudita, Paese che sta bombardando lo Yemen senza alcun mandato delle Nazioni Unite" visto che "la legge italiana (numero 185 del 1990) non solo richiede di tenere in considerazione embarghi dell'ONU o dell'Unione ruropea, ma vieta espressamente non solo l'esportazione, ma anche il solo transito, il trasferimento intracomunitario e l'intermediazione di materiali di armamento 'verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite' (e) verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell'articolo 11 della Costituzione (art.1. c6b)' ".

L'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa chiarisce quindi: "La questione fondamentale è dunque questa: c'è una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che abbia dato mandato alla coalizione guidata dall'Arabia Saudita ad intervenire militarmente in Yemen o c'è una decisione del Parlamento che confermi una deliberazione del CdM a riguardo? No, non c'è: l'Arabia Saudita ha solamente annunciato all'ONU che sarebbe intervenuta militarmente in Yemen ma non ha mai richiesto alcun mandato per farlo. - aggiungendo - In mancanza di questo esplicito mandato continuare ad inviare bombe e sistemi militari all'Arabia Saudita è una chiara decisione politica del Governo Renzi, che se ne deve assumere tutta la responsabilità". Non sorprende quindi che tra le "decisioni politiche" prese da Matteo Renzi sembra esserci anche quella di aver "accettato cronografi e orologi Rolex in omaggio dall'Arabia Saudita", e almeno su questa questione il premier dovrà assumersene la "responsabilità" davanti al Parlamento, visto che il gruppo di Sinistra Italiana ha presentato una interrogazione, a prima firma dell'onorevole Franco Bordo.

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