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Yemen a rischio colpo di Stato. Alle porte Al Qaeda nella Penisola Araba

Nello Yemen sarebbe in corso un tentativo di colpo di Stato. Gli Houthis, milizie del movimento Ansarullah che aderiscono ad un ramo dell'Islam sciita conosciuta come Zaidism, dopo un attentato al primo ministro avrebbero preso possesso della tv e dell'agenzia di stampa di Stato yemenista. Tra governo e miliziani è stata siglata una tregua, ma un vuoto di potere nello Yemen potrebbe quindi aprire le porte al gruppo terroristico noto come Al Qaeda nella Penisola Araba.

E' da tempo che gli Houthis, milizie del movimento Ansarullah che aderiscono ad un ramo dell'Islam sciita conosciuta come Zaidism, controllano ampi territori dello Yemen, a maggioranza sunnita. Sabato scorso gli Houthis hanno rivendicato il rapimento del capo di gabinetto del presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi, Ahmed Awad ben Moubarak, con l'obiettivo di "ottenere modifiche al progetto della nuova Costituzione che gli Houthis respingono opponendosi alla formula di uno Yemen federale composto da sei regioni" come ricorda l'agenzia di stampa Misna. Oggi, nella capitale Sanaa, il convoglio del primo ministro Khaled Bahah è finito sotto il fuoco di un gruppo di miliziani sciiti, e il ministro dell’Informazione, Nadia Sakkaf, accusa via Twitter i miliziani dell'Houthis. Il premier è rimasto illeso. La situazione è talmente critica che si teme un tentativo di colpo di Stato. Da sottolineare che il governo yemenita è un alleato degli Stati Uniti nella lotta contro Al Qaida. Un vuoto di potere nello Yemen potrebbe quindi aprire le porte al gruppo terroristico noto come Al Qaeda nella Penisola Araba, lo stesso che ha rivendicato l'attentato di Parigi contro la redazione di Charlie Hebdo. A seguito dell'agguato al primo ministro, infatti, c'è stata una vera e propria guerriglia, seguita da una tregua che ha avuto inizio alle ore 13:30 (GMT). Secondo il ministero della Salute yemenita, 9 persone sarebbero state uccise e altre 67 sarebbero rimaste ferite durante scontri avvenuti a Sanaa. Gli Houthis si erano impegnati a lasciare la capitale dello Yemen dopo la formazione del nuovo governo di unità nazionale, ma così non è avvenuto. Sembra inoltre che i miliziani sciiti abbiano preso possesso della tv e dell'agenzia di stampa di Stato yemenista, rifiutandosi di pubblicare le dichiarazioni del governo.

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