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Yara Gambirasio: quali elementi facevano pensare che fosse viva?

Fino al giorno del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, in tanti sembravano ormai convinti che la piccola ginnasta potesse essere stata rapita, magari portata all'estero. L'autopsia invece rivelerà se per 3 mesi quel corpo è stato a 10 chilometri da Brembate di Sopra.

In queste ore, dopo il ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio in un campo a soli 10 chilometri di distanza da Brembate di Sopra, in molti si domandano se nelle ricerche e nei metodi investigativi ci siano stati errori che potevano essere evitati. Da quel 26 novembre scorso, giorno della scomparsa di Yara Gambirasio, anche tanti cittadini comuni si sono presentati per contribuire alle ricerche, organizzati in vari centri di coordinamento, come quello che si trovava a soli 10 metri dal luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere. Quel campo di Chignolo d'Isola sembra che sia stato battuto anche in diversi momenti, una volta addirittura seguiti da una troupe televisiva, ma nessuno ha mai visto il corpo di Yara. Per questo nasce il sospetto che qualcuno possa averlo abbandonato giorni dopo la scomparsa della giovane ginnasta, anche se risulta poco probabile che il corpo sia stato gettato il 26 febbraio, quando fu ritrovato. Il cadavere era infatti in avanzato stato di decomposizione, il che farebbe supporre che non sia mai stato mosso da quelle sterpaglie per molto tempo, forse anche per 3 mesi. Ma sarà l'autopsia a stabilirlo con certezza. Ciò che forse fa più male, soprattutto ai familiari di Yara, il fatto che fino a poco tempo fa inquirenti e investigatori sostenevano che "la ragazza è viva e noi la ritroveremo. Ora ci basta solo un pizzico di fortuna", come diceva il questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi solo l'11 gennaio 2011. Sono diverse le affermazioni che hanno fatto sperare in una pista che portasse magari ad un rapimento della ragazza, tanto da allertare anche l'Interpol. Tra queste, come riporta anche La Repubblica, quella del procuratore aggiunto Maurizio Meroni che l'11 dicembre 2010 diceva: "Si lavora nella speranza di riportare questa bambina viva alla sua famiglia. Non ci sono elementi seri di senso contrario". Speranza che aveva portato i genitori di Yara, Maura e Fulvio Gambirasio, anche a fare un appello ai rapitori della figlia.

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