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Yara Gambirasio, parroco: no a vendetta. Amore più forte della morte

Più di 2000 persone alla fiaccolata in memoria di Yara Gambirasio, conclusasi con una messa celebrata da don Corrino. Il parroco invita i genitori a preoccuparsi "che anche i vostri figli non facciano mai del male agli altri" e a pensare che l'amore è "più forte della morte".

Lunedì 28 febbraio per le strade di Brembate di Sopra si sono radunate oltre 2000 persone per la fiaccolata in memeoria della piccola Yara Gambirasio, trovata morta il 26 febbraio in un campo a soli 10 chilometri dal Paese. La fiaccolata, che si è mossa silenziosa verso la cappella dei "Morti del Roccolo", costruita per i morti della peste, si è conclusa con una messa celebrata dal parroco del paese, don Corinno Scotti. Don Corrino, prima di tutto, riporta le parole di Maura e Fulvio Gambirasio, i genitori di Yara, naturalmente non presenti alla cerimonia. "Un grazie immenso a tutti coloro che ci stanno vicini" ci hanno tenuto a comunicare la madre e il padre della piccola ginnasta. L'omelia di don Corrino, poi (come riporta l'Eco di Bergamo - http://tinyurl.com/64dr6ws) si concentra spiegando alla comunità che "può sembrare che il Signore non abbia ascoltato le nostre preghiere" ricordando però che quelle preghiere si sono trasformate "in lodi a Dio per i miracoli che l'angosciante vicenda di Yara ha prodotto nella nostra comunità".
"So anche che voi genitori siete preoccupati perché nessuno faccia del male ai vostri bambini" spiega poi don Corrino, invitando però a preoccuparsi "che anche i vostri figli non facciano mai del male agli altri, perché anche questi uomini, che non hanno ancora un volto e noi speriamo con forza che prima o poi ce l'abbiano, di sicuro hanno dei genitori".
"Il male si vince solo con la bontà, si vince solo con l'amore: più forte della morte, è scritto nel Cantico dei Cantici, è l'amore - continua don Corrino - In questi mesi ho parlato tanto con Maura e Fulvio, ma sulle loro labbra non ho mai sentito parole di vendetta".
Per questo il parroco di Brembate di Sopra spiega che è normale è giusto chiedere giustizia per la morte, così ingiusta, di Yara, come è giusto sperare che il colpevole sia consegnato alle autorità, chiedendo però a tutti di non coltivare "il rancore" perché "così non facciamo un servizio a Yara" conclude.

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