le notizie che fanno testo, dal 2010

Yara Gambirasio: nessuno osi dubitare delle ricerche dei volontari

Più le ore passano più sorge il forte dubbio che il corpo di Yara Gambirasio sia rimasto nel campo dove è stato ritrovato per ben 3 mesi, nonostante il luogo sia stato più volte battuto. L'assessore regionale lombardo alla Protezione Civile difende i suoi uomini.

Dopo il ritrovamento, del tutto fortuito da parte di un uomo appassionato di aeromodellismo, del cadavere di Yara Gambirasio in un campo a 10 chilometri da Brembate di Sopra, cominciano a sorgere le prime domande e anche i primi dubbi su come siano state effettuate le ricerche della piccola ginnasta e se ci siano stati degli errori. Quel campo nella zona industriale di Chignolo d'Isola, infatti, non solo è abitualmente frequentato ma soprattutto pare che sia stato più volte battuto da delle squadre di ricerca. Inoltre, da quanto si apprende, a solo una decina di metri dal luogo dove è stato rinvenuto il cadavere era situato un centro di coordinamento per le ricerche di Yara Gambirasio. Alcuni volontari intervistati dai media non riescono, infatti, a capacitarsi del fatto che il corpo possa essere stato in quel luogo per ben 3 mesi, anche se più passano le ore più diventa forte l'ipotesi che Yara sia stata uccisa e lasciata tra le sterpaglie proprio il 26 novembre. Naturalmente solo l'autopsia potrà accertare con sicurezza la dinamica degli avvenimenti. Romano La Russa, assessore regionale lombardo alla Protezione Civile, oltre ad esprimere il proprio cordoglio alla famiglia Gambirasio vuole anche rendere noto "il dolore delle centinaia di volontari della Protezione Civile che quotidianamente, per tre mesi, hanno setacciato strade, campi, sterrati, boschi e fiumi alla ricerca di un seppur minimo indizio che potesse ridarci la speranza di ritrovare Yara in vita". Come si legge sull'Adnkronos, Romano La Russa spiega che "in questi mesi notte e giorno, 24 ore su 24, volontari e tecnici non si sono risparmiati e hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile per accendere una fiammella di speranza nei cuori dei genitori e di tutti gli italiani" e che quindi nessuno deve osare e "mettere in dubbio il lavoro svolto, volontariamente, da centinaia di uomini che con grande spirito di sacrificio, con abnegazione, mettendo spesso da parte gli affetti famigliari, si sono prodigati fino all'inverosimile". "L'instancabile impegno - conclude - non può essere sottovalutato da alcuno o peggio denigrato" precisando poi che comunque "l'uomo e le sue azioni sono sempre perfettibili".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: