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Yara Gambirasio, fermato marocchino: "non sono stato io"

Il marocchino fermato dai carabinieri su un traghetto che lo stava trasportando in Nordafrica avrebbe "fornito le sue giustificazioni" e sembra sostenere di non centrare nulla con la scomparsa di Yara Gambirasio.

Un marocchino (inizialmente si era parlato, erroneamente, di un tunisino) è stato fermato dai carabinieri perché sospettato dell'omicidio e dell'occultamento di cadavere di Yara Gambirasio, la 13enne scomparso lo scorso 26 novembre da Brembate di Sopra in provincia di Bergamo.
In queste ore probabilmente si deciderà se trattenere ulteriormente il 22enne che sembra lavorava nel cantiere di Mapello indicato dai cani e più volte setacciato dalle autorità.
Stando a queste prime indiscrezioni, visto che gli inquirenti continuano a mantenere il più stretto riserbo, ad incastrare il giovane di origine marocchina sarebbe stata una intercettazione telefonica dove lui direbbe: ""Allah mi perdoni, non sono stato io".
Probabilmente i carabinieri lo hanno fermato, prima che fosse impossibile anche solo interrogarlo visto che era diretto in Nordafrica, per capire il perché di tale affermazione.
Nel corso dell'interrogatorio in carcere, comunque, sembra che il 22enne abbia "fornito le sue giustificazioni", anche se rimane ancora da capire come mai si sarebbe assentato dal cantiere fin dal giorno della scomparsa di Yara Gambirasio. Il fermo, comunque, potrebbe portare all'individuazione di eventuali complici o indicare una nuova pista.

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