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Yara Gambirasio: escludiamo violenza sessuale. Forse strangolamento

L'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio continua, e per avere delle risposte chiare ci vorrà almeno qualche giorno. Si comincia però ad escludere che Yara possa essere stata vittima di violenza sessuale, e si ipotizza che possa essere morta per strangolamento.

"I cadaveri parlano, ma lo fanno lentamente. Tempo e prudenza: ci vorranno giorni, un paio di settimane, per avere un quadro completo" spiegano gli esperti di medicina legale che, insieme all'anatomopatologa Cristina Cattane, stanno effettuando l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio. E' quindi ancora troppo presto per avere delle risposte sicure, sia sul come è stata uccisa la giovane ginnasta sia se sia stata vittima di violenza sessuale. Per avere delle risposte dalle analisi, che vanno da quelle dei tessuti alle tracce rinvenute sui vestiti e sugli oggetti trovati vicino al corpo di Yara (sim card e batteria del cellulare, portachiavi), bisognerà quindi attendere qualche giorno, anche se cominciano a trapelare le prime indiscrezioni. Sembra infatti, dai primi rilievi, che si potrebbe già cominciare ad escludere che Yara Gambirasio abbia subito violenza sessuale, anche se non vi è ancora la certezza in merito. Le lesioni riscontrate sul corpo sembrano corrispondere a tagli da arma da taglio, anche se si ipotizza che forse la causa del decesso sia avvenuta per strangolamento. Anche in questo caso, solo Cristina Cattaneo potrà stabilirlo con precisione. Intanto inquirenti e investigatori sembra che stiano restringendo il campo d'indagine su persone che conoscono bene le zone intorno a Brembate di Sopra. Nonostante si tenda ad escludere la violenza sessuale, pare che ci si tenga pronti a prelevare, su una decina di persone con precedenti penali per reati sessuali, campioni di DNA, eventualmente da confrontare con quelli che potrebbero essere rinvenuti sul corpo di Yara. Se ci sia, però, DNA estraneo sul cadavere di Yara Gambirasio non è ancora dato saperlo. Gli investigatori sembrano anche puntare sul fatto che probabilmente Yara, uscita dal palazzetto dello sport, si sia fidata del suo assassino tanto magari da salire in macchina con lui (o con loro). Nel frattempo si cercano di incrociare i tabulati telefonici di chi quel 26 novembre sia passato sia davanti al palazzetto di Brembate che nei pressi del campo di Chignolo d'Isola, dove è stato rinvenuto il cadavere. Bisogna dire, però, che entrambi i luoghi, per motivi differenti, sono molto frequentati, il che rende le ricerche ancora più difficili. Ma gli investigatori ci tengono a precisare: "Non indaghiamo a 360 gradi, io di gradi ne toglierei un bel po'".

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