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Yara Gambirasio e la bilancia della giustizia, senza la riforma

Il procuratore capo di Bergamo Massimo Meroni, durante la conferenza stampa sul caso di Yara Gambirasio, mostra un disegno sulla falsa riga di quello che Berlusconi ha illustrato per la riforma "epocale" della giustizia, spiegando che pende dalla parte dei magistrati e delle vittime.

Il procuratore capo di Bergamo Massimo Meroni, che aveva convocato ieri una conferenza stampa sul caso di Yara Gambirasio, ad un certo punto ha tirato fuori un disegno sulla falsa riga di quello mostrato dal premier Silvio Berlusconi per rappresentare la riforma "epocale" della giustizia. Quello di Meroni, al contrario di quello del premier, era disegnato a mano e anche a colori, e raffigurava la bilancia della giustizia che pendeva sì da una parte, ma da quella dei cittadini, e in questo caso delle vittime.
"Ho semplicemente ripreso il disegno del premier in merito a questo caso - illustra Meroni - Il pm non rappresenta se stesso, ma la collettività".
"L'ho riattualizzato al caso di Yara e pende dalla parte di magistrati e giudici perché loro sono quelli che scoprono chi commette i reati e rappresentano le vittime. Dall'altra ci sono i cittadini e tra di loro anche i presunti colpevoli" spiega il pm Massimo Meroni.
"Se il processo iniziasse oggi - conclude il procuratore - la magistratura che rappresenta Yara avrebbe più peso rispetto al cittadino-assassino".

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