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Yara Gambirasio: da uno stereo agli amici della sorella Keba

Gli investigatori che indagano sul delitto di Yara Gambirasio sembra che stiano concentrando l'attenzione su eventuali "amici di Keba" la sorella maggiore della ragazzina uccisa nel novembre del 2010 a Brembate di Sopra. Nessuno però sapeva che Yara, quel giorno, andava al Palazzetto dello Sport.

Sembra una corsa ormai contro il tempo quella degli investigatori che lavorano al delitto di Yara Gambirasio. Dopo aver prelevato, ed analizzato, migliaia di DNA alla ricerca di un assassino, l'attenzione ora sembra spostarsi nuovamente, a quanto pare, sul giro di amicizie di Yara Gambirasio. Tra pochi mesi, infatti, scadrà il termine massimo per l'indagine, e si cerca quindi qualcosa di concreto per poter continuare a sperare nell'individuazione di un colpevole.
Il "Corriere.it" pubblica una intervista ad un ragazzo di Brembate di Sopra che a breve compirà 17 anni, interrogato dai carabinieri come altri suoi coetanei in questi ultimi giorni. Sembra che gli interrogatori si concentrino maggiormente nel reperire informazioni riguardo "amici di Keba", la sorella maggiore di Yara Gambirasio, che abitano fuori e dentro Brembate di Sopra. I carabinieri chiederebbero poi se qualche ragazzo parli "con insistenza dell'omicidio di Yara". Non è chiaro se queste domande siano rivolte in base a qualche indizio preciso in mano agli inquirenti, o solo per cercare di delineare una nuova pista d'indagine.
Dal 26 novembre 2010 diverse sono state le piste seguite, a partire da quella che si concentrava sul cantiere del centro commerciale in costruzione nella zona di Mapello, dove a quanto pare tutti i cani molecolari utilizzati nelle ricerce di Yara Gambirasio puntavano. Nel giugno del 2011, inoltre, la trasmissione Iceberg di Telelombardia, citando una "fonte qualificata che ha assistito all'autopsia di Yara Gambirasio", rivelava che all'interno dei bronchi della giovane ginnasta sarebbero state rinvenute tracce di polveri da cantiere . L'indiscrezione non sembra essere mai stata né confermata né smentita, ma forse ulteriori esami sul cadavere, come richiesti dalla famiglia Gambirasio e respinti dalla Procura , potrebbero a questo punto risultare utili. Anche perché, come ricordava la mamma di Yara Gambirasio poco dopo il suo rapimento, nessuno era a conoscenza del fatto che la ragazzina quel giorno si sarebbe recata al Palazzetto dello Sport. La mamma di Yara Gambirasio rivelava infatti che la figlia doveva portare uno stereo , perché quello della palestra si era rotto, e che quindi "andare al Palazzetto non è stata una sua richiesta, l'ha saputo quel pomeriggio da me, non lo sapeva nessun altro".

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